Yuri il principe mannaro

C’era una volta un giovane principe di nome Yuri.

Sovrano licantropo della Foresta di Lasombra, bellissimo con le sue  lunghe chiome color miele-scuro, gli occhi di una cangiante tonalità viola lucente e i lineamenti nobili e leggiadri, uomo di giorno e lupo dallo splendido manto bianco durante le notti di luna piena, creatura forte e coraggiosa, da tutti conosciuto per le sue grandi doti di guerriero e l’arguta mente stratega, non c’era animale che in caso di guerriglia non fosse corso a chiedere il suo intervento e non c’era alcuno che non gli fosse riconoscente per averlo aiutato almeno una volta nella vita, salvandolo dal pericolo.

Animo nobile e puro, Yuri non lesinava mai a nessuno un gesto buono e non voltava mai le spalle ad un intervento di pace, pronto a dare se stesso per gli altri, per poi sparire a rifugiarsi nel suo covo senza nulla pretendere.

Esempio di bontà e di altruismo, non esisteva Essere Vivente che avesse mai udito il suo canto o creatura alcuna che avesse mai avuto il piacere di ascoltare dalle sue labbra articolarsi una sillaba o dal suo muso provenire un minimo latrato, mutante privo del dono della parola dalla nascita.

Ma una notte alle idi del plenilunio mentre Yuri era in giro per la Foresta, a metà fra le sue spoglie umane e quelle animali, vestito di pelliccia, con gli occhi vitrei e scalzo ai piedi, vagando ramingo e disincarnato, scorgendo di colpo nel letto del fiume una giovane creatura dalla pelle evanescente e la voce accorata, chiedere aiuto disperatamente, aggrappata ad un pezzo di legno di fortuna che riusciva a malapena a tenerla a galla; fiondandosi su di lei a quattro zampe, pieno della sua natura canina, agile e scattante, senza pensarci su due volte, adoperando la  forza della sua mole e l’agilità fulminea dei suoi movimenti, l’attirò subito in salvo abbrancandola per le vesti con le proprie zanne appuntite trascinandola a nuoto verso terra, facendole riprendere il respiro sana e salva.

“Grazie! Grazie per avermi aiutata!” le fu subito grata lei, sgranando gli occhi dinanzi al suo essere ibrido, stordita ma per nulla impaurita.

“Senza il tuo intervento sarei sicuramente morta!” continuò col cuore a mille “Come una sciocca stanotte mi sono inavvertitamente allontanata dal mio Regno e scesa verso il fiume, sono stata catturata subito dalla furia delle onde e portata al largo senza che nessuno dall’alto potesse vedermi, per venirmi in aiuto! Grazie!” gli carezzò il grezzo pelo bagnato senza tremore.
“Lascia che io sappia almeno il tuo nome, per poterlo proferire nei miei ringraziamenti!” lo pregò.

Ma lui chinando il capo a quelle parole, fece per tornare come sempre muto nell’incavo della sua grotta, senza dare alcuna importanza alla sua richiesta,  ormai già  quasi completamente un lupo.

E muovendosi carponi agilmente, udendo di colpo provenire dal petto della giovane un singhiozzo attutito, voltandosi di scatto e scoprendola in lacrime, comprendendo d’improvviso quanto fosse davvero importante per lei venire a conoscenza del suo nome, avvicinandosi adagio al suo viso rigato dal pianto, provò per la prima volta qualcosa di sconosciuto nascere nel suo cuore.

“Confessale come ti chiami Yuri! Non farla soffrire! Il suo animo è sincero!” le sussurrò allora all’orecchio la voce della bella Luce, spirito della luminosità e della gioia, a cui il giovane  aveva voltato le spalle, quando ancora un cucciolo d’uomo aveva visto morire sotto i propri occhi durante una notte di tempesta ambedue i genitori, per mano del malvagio Fenner, stregone avido e senza scrupoli, venuto presso il suo Castello nel cuore del Bosco di Biancospino per derubarlo dei suoi tesori compiendo una strage, senza riuscire lui, solo un bimbo a fare nulla per salvarli; perdendo in quel momento per sempre l’uso della sua voce, lasciandosi trasformare dal perfido mago in un lupo “Perché tu misero principe senza corona, possa trascorrere il resto dei tuoi giorni latrando, rivolto col muso verso terra, in cerca di venia al tuo tormento!”

Divenendo principe della Foresta di Lasombra, schiacciato dai sensi di colpa, accettando la sua condizione d’animale e lasciando credere agli altri di essere muto alla nascita, non volendo essere costretto a raccontare a nessuno  il drammatico accaduto, al fine di richiuderlo per sempre nei meandri del suo cuore, rifugiandosi nelle tenebre più nere.

E percependo per la prima volta in quel momento, dinanzi alla sconfinata dolcezza della giovane, il proprio animo aprirsi  e la ferita inferta al suo cuore richiudersi come d’incanto dopo tanti anni,  avvicinandosi alla giovane col petto in tumulto le sussurrò sforzandosi di dare per la prima volta aria alle sue corde vocali “Yuri, mi chiamo Yuri! E sono il principe  del Regno di Lasombra!”

E sgranando gli occhi a quelle parole, la giovane principessa,  che ben conosceva dall’alto del suo Regno la storia del cucciolo umano trasformato in un ibrido di lupo per mano del perfido Fenner, stregone di cui nessuno aveva più sentito parlare dopo la strage di Biancospino, la cui maledizione sembrava aver ridotto per sempre in un cumulo di cenere subito dopo la sua uscita dal palazzo; levatasi dal suolo, dinanzi a lui:  uomo di giorno e bestia di notte ad ogni  plenilunio, inghiottì a vuoto “Il lupo muto!”
Egli annuì “Che grazie al tuo cuore puro e sincero, ha ritrovato finalmente la voce, giovane principessa … principessa …!”

“Luna, principessa Luna del Regno Dorato del Crepuscolo!” finì lei la sua frase, mostrandosi a lui per la sua vera natura, accogliendolo tremante fra le sue braccia con amore infinito,  lasciandolo sfogare stretto al suo petto, per tutti quegli anni di silenzio, curando le sue piaghe ancora fresche col balsamo della sua dolcezza.

E da quel giorno non si separarono mai più.

Fiorentino Monica

 

Published in: on dicembre 7, 2009 at 10:39 am  Lascia un commento  
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