Didio il corvo dalle belle ali

C’era una volta un meraviglioso corvo dalle belle ali nere e gli occhi di una cangiante tonalità viola scuro, di nome Didio.

Animo nobile e idealista, allegro e altruista, grazioso nel volo ed energico nello zampettare da un luogo all’altro, il più vivace fra i suoi fratelli; era lui volteggiando fra Cielo e Terra, a dipingere d’eleganza con il suo manto il Creato, librandosi col proprio becco ben levato in alto, fiero e lucente, salterellando baldanzoso sul selciato, danzando con le sue esili zampette ai margini dei fiumi, come nella sua indole: pieno di luce e di vitalità.  

Creatura magnifica.

Ma un giorno, voltandosi d’improvviso, scorgendo di colpo il sole oscurarsi e l’aria intorno assumere l’odore acre della Paura, il suo cuore mancò di un battito, e leggendo negli occhi delle altre creature attorno la parola Orrore, aprendo forte le proprie ali per difendersi, fece per mettersi subito al riparo.

Ma troppo tardi per raggiungere un ricovero sicuro, fra le urla e le lacrime degli altri esseri come lui abitanti in quelle  terre, coinvolti al par suo in quella che sembrava una catastrofe senza precedenti – generata dal ventre stesso della Terra – che aveva preso a scuotere e ricoprire d’acqua ogni cosa, l’uccello accolse sul proprio corpo il dibattersi della Natura e dei suoi Elementi senza tradire un solo lamento.

E ritrovandosi alla fine della devastazione riverso al suolo, ricoperto di melma, con un’ala spezzata – un grumo di stoppa – il suo petto rantolò di gioia scoprendosi ancora vivo e in grado di rialzarsi “Un’ala mi si è spezzata!” gracchiò gemendo.

“Ma posso farcela! Posso ancora farcela! Tornerò a volare! Si, ci riuscirò! E’ così! Perché sono vivo!” esordì, facendosi forza per risollevarsi.

“Ma con un’ala sola!” gli fece eco una voce sconosciuta alle spalle “Una sola! Ti resterà per sempre una sola ala! E non sarà facile! Volerai sgraziato e storto per sempre!” sottolineò “Farai fatica e sarà difficoltoso! Proverai vergogna e ti verrà di chinare il capo!”

“Ma sono vivo! E posso farcela! Anche con una sola ala! Nessuno ha detto che sarà facile! Ma io posso provare perché un’ala sana ce l’ho!”

E a quelle parole gli Alberi dai lunghi rami nodosi, anch’essi scossi alle radici, perse le proprie foglie e i propri frutti, ammirando la sua forza e la sua tenacia, riprendevano vigore, ricominciando a sorridere, chiudendo nel proprio cuore –  al cui interno erano scritte le pagine più belle della mistica di tutti i Tempi – un po’ di quella favola così bella, sperando anch’essi nella sua realizzazione.

“Si, perchè io ci riuscirò!” rincarava di rimando lui “Il tempo necessario per rialzarmi! E ce la farò! Anche con un’ala sola!”

“A suo Tempo!” era il suo unico e solo ritornello, la sua nenia, la sua sicurezza, fonte inesauribile di felicità, acqua pura per il suo cuore “E ce la farò!”

E cocciuto nulla riusciva a smuoverlo dalle sue convinzioni.

“E se non dovesse succedere? E se tu non ce la dovessi fare? E la tua ala da sola non riuscisse a bastare? Non ce la facesse a reggere?” gli chiese un giorno una giovane volpe dal manto fulvo.

“Questo non accadrà!” le sorrise di rimando lui “Sarà difficile, ma non impossibile! Io ci credo! Reggerà!” ancora più sicuro, esercitandosi nel volo con tenacia – storpio –  muovendosi sbilenco, avanzando con sudore.

E una notte all’improvviso, voltando lo sguardo verso il punto in cui i campi si aprivano in due lunghi filari di girasoli, il corvo percependo il proprio petto battere a mille, scorgendo i raggi della luna carezzare in mille bagliori di luce le sue piume malconce – raggiante – con movimenti insicuri, leggero, allungò dapprima il proprio collo con delicatezza, poi inspirò profondamente, e in un solo colpo spalancò l’unica ala sana di botto, facendo risplendere col suo luccicore la mezzanotte, sorridendo di gioia indicibile – giunto il suo Tempo – annunciando la sua felicità al mondo intero, facendo ondeggiare al suo passaggio in volo i lunghi girasoli d’oro:  Melodia d’amore di impareggiabile bellezza.   

Volando con un’ala sola.

Monica Fiorentino

Published in: on febbraio 13, 2012 at 9:59 am  Lascia un commento  

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