Costantino il colibrì dalle ali variopinte

C’era una volta un bellissimo colibrì dalle belle ali variopinte e gli occhi di una cangiante tonalità viola scuro, di nome Costantino.

Animo nobile e idealista, saggio e altruista, leggiadro nei suoi movimenti e splendido nel volo, il più vivace fra i suoi fratelli, era lui, allegro e scattante, volteggiando fra Cielo e Terra a dipingere di gioia il Creato, riempiendolo di luce e colore, librandosi col suo becco ben levato in alto, scricciolo brioso e fiero.

Ma un giorno, scorgendo di colpo il sole oscurarsi e l’aria intorno assumere l’odore acre della Paura, il suo cuore mancò di un battito, e aprendo forte le proprie ali per difendersi, fece per mettersi subito al riparo da una tremenda Tempesta che stava per colpire il suo Bosco. Ma ormai troppo tardi per raggiungere un ricovero sicuro, il piccolo uccello accolse sul proprio corpo lo scuotersi della Natura e dei suoi Elementi senza tradire un solo lamento; e ritrovandosi alla fine della devastazione riverso al suolo, ricoperto di fango e cenere, con le ali spezzate, un grumo di stoppa, il suo petto rantolò di gioia scoprendosi ancora vivo e in grado di rialzarsi.

“Sono vivo e tornerò a volare! Si, ci riuscirò! E’ così! Perché sono vivo! E posso farcela!” ripeteva.

E a quelle parole gli Alberi dai lunghi rami nodosi, anch’essi scossi alle radici dalla Tempesta, ammirando la sua forza e la sua tenacia, riprendevano vigore, felici di tenere con sè fra le chiome delle loro fronde, al cui interno erano scritte le pagine più belle della mistica di tutti i Tempi, un po’ di quella favola così bella, sperando anch’essi nella sua realizzazione.

“Si, perchè io ci riuscirò!” rincarava di rimando lui “Ci vuole solo Tempo! Il tempo necessario per rialzarmi! E ce la farò!”

“A suo Tempo!” era il suo unico e solo ritornello, la sua nenia, la sua sicurezza, fonte inesauribile di felicità, acqua pura per il suo cuore.

E cocciuto nulla riusciva a smuoverlo dalle sue convinzioni “A suo Tempo! Tutto ha il suo Tempo! E giungerà anche quello giusto per me!”

“E se non dovesse succedere?” le chiese una piccola margherita, tenero fiore in boccio fra le macerie.

“Questo non accadrà! Perché io ci credo!” le sorrise di rimando lui, ancora più sicuro, allenandosi nel volo con tenacia, storpio, muovendosi fra il silenzio pesante della campagna.

E una notte all’improvviso, voltando lo sguardo verso il punto in cui i campi si aprivano in due lunghi filari di grano dorato, il colibrì percependo il proprio petto battere a mille, scorgendo i raggi della luna carezzare in mille bagliori di luce le sue piume maciullate, raggiante, con movimenti insicuri allungò il collo con delicatezza, poi di botto spalancò le sue ali di un colpo, facendo risplendere col loro splendore la mezzanotte, sorridendo di gioia indicibile – giunto il suo Tempo – annunciando la sua felicità al mondo intero, facendo ondeggiare al suo passaggio le lunghe spighe mature:  Melodia d’amore di impareggiabile bellezza.     

                                                                  

 

Published in: on luglio 22, 2011 at 8:08 am  Lascia un commento  

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