Lunaspina farfalla coraggiosa

C’era una volta fra i rami di una bellissima Quercia, situata nel cuore del folto bosco di Regno Lontano, una bellissima farfalla dalle ali screziate di blu di nome  Cenere di Rose.

Dagli stupendi occhi viola, eterea e filiforme, il visino puro e sincero immerso nel sonno – lasciata per sempre a obliare nel torpore dei dispersi – colpita al cuore per macabro diletto da una fionda nemica guidata da mano umana – un tempo creatura allegra e spensierata – giaceva la poverina, sola e inerte adagiata in una morbida tela di ragno a farle da sudario, circondata da un esercito di cavallette a guardia del suo riposo, immersa in un silenzio eterno.

Splendente nella sua radiosa veste dai colori tenui della primavera e le labbra di cera mute,  meravigliosa, inerme e supina, lasciata a obliare nel sonno cupo della dimenticanza senza che nessuno avesse più un solo pensiero per lei capace di riportarla in vita.

Circondata soltanto dal canto degli uccelli che venivano a renderle omaggio, ammaliati dalla soavità del suo volto beato.

Ma un giorno la splendida Lunaspina, farfalla dalle lunghe ali scarlatte e il carattere fiero e valoroso, di passaggio in quelle Terre, nel vedere il suo viso così dolce e disarmato riverso in quell’oblio senza vita, decisa a vederla tornare a sorridere di nuovo come una volta, convinta di poterla riportare in vita, prese dritta lungo il sentiero che portava alla Stanza dello Spirito e del Tempo dove dimorava il saggio Colui il Quale decisa a chiedere aiuto a lui, che tutto conosceva e a cui nulla era impossibile.

“Ma questo è impossibile!” sentenziò stravolto l’integerrimo Mago capace da sempre di realizzare qualsiasi desiderio, nell’ascoltare la sua richiesta, divorando nervoso a grandi falcate il pavimento di pietre della sua dimora, sfuggendo lo sguardo supplichevole della giovane farfalla, che entrata di filato nel suo maniero non aveva tentennato neppure un secondo nel rivolgergli la sua accorata preghiera.

“Lei non ha più un cuore adesso! E senza di esso non potrà mai più risvegliarsi!” spiegò lui diretto, scuro in viso.

Ma la bella Lunaspina decisa a non arrendersi a quelle parole, strinse i pugni con forza “Io però ho un cuore!” ribatté ferma “E  potrei dividerlo con lei!” gettò di un fiato.

A quell’appello lui indietreggiò frastornato, carezzando con fare distratto il grosso Volume rilegato in pelle, ricoperto di polvere, posto sul Leggìo al centro della Stanza, al cui interno erano scritte la pagine più importanti della cultura mistica di tutti i tempi “Ma questo è molto, molto pericoloso! Riflettici!”

Chinando il capo dinanzi a quella sentenza, lei deglutì a vuoto. “Pensaci bene!”  tossì il Saggio “Non è facile dividere un cuore per due! E’ una cosa molto complicata! Affinché possa avvenire è necessario che i tuoi sentimenti verso quella giovane farfalla siano veri e sinceri, e la tua volontà ferrea, altrimenti nel momento stesso in cui io starei operando su di te il mio incantesimo, tu perderesti il tuo cuore e sopraggiungerebbe per te la morte!”

“Lo so!” annuì lei mentre muta una lacrima prese a solcarle la guancia  “Io ne sono cosciente! Siete solo voi a dubitarne!”

E il Saggio allora affogando in quella goccia d’amore, deglutendo a fatica, tremante per la prima volta nella sua secolare carriera di artefice dell’occulto, posò la bacchetta sul petto della farfalla e avanzò con un solo colpo della voce “Se è quello che vuoi! …” 

E prima ancora che lui avesse terminato di pronunciare per intero il suo sortilegio, Cenere di Rose aprì gli occhi sana e salva, portando nel seno l’altra metà del cuore di Lunaspina, la sua salvatrice, risvegliandosi per sempre dal suo torpore.  

Riportata in vita dal sentimento di lei vero e sincero, tanto forte e sconfinato da aprire un varco oltre le barriere dell’oscurità dietro cui era stata imprigionata, dimenticata per sempre, tanto potente dal non conoscere il tentennamento dell’incertezza.

E la farfalla blu perdendosi nel dolcissimo sorriso della splendida  Lunaspina dalle ali rosse, apparsa d’improvviso al suo fianco – scioltasi  in mille bagliori di luce dalla Camera del Mago – per apparire aiutarla a liberarsi dalla ragnatela che la imprigionava, tendendole la sua mano, la dolce Cenere di Rose le sorrise amabilmente, sotto lo sguardo raggiante del Centenario Mago che colmo di gioia, incollato alla sua sfera di cristallo, non riusciva a negarsi un solo istante di quel portentoso miracolo chiamato Amore.

 

 

 

                                                                          

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Published in: on novembre 16, 2010 at 8:36 am  Comments (2)  
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2 commentiLascia un commento

  1. Complimenti grazie per l’articolo è molto interessante…!
    Una fiaba in Musical a Spoleto da notitiAE:
    Link:

    http://notitiae.wordpress.com/2010/12/11/alice-nel-paese-delle-meraviglie-il-musical/

  2. ✫ ✫ ✫ ✫ ✫


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