Nabila la leoncina bianca

C’era una volta in una Foresta Lontana un bellissimo leone dagli occhi di una cangiante tonalità viola scuro, di nome Abu.

Fiero e possente, dalla criniera di sole,  il viso nobile e leggiadro  immerso in un sonno profondo – lasciato per sempre a obliare nel torpore dei dispersi – colpito al cuore da un fucile nemico guidato da mano umana – un tempo coraggioso capobranco dal ruggito implacabile, saggio e accorto – giaceva lo sventurato, solo e inerte adagiato sopra un giaciglio di morbide foglie a fargli da sudario, circondato da un esercito di cavallette a guardia del suo riposo, avvolto da un silenzio eterno; senza che nessuno avesse più un solo pensiero per lui capace di risollevarlo dal baratro nero della dimenticanza.

Ma un giorno la bella Nabila, leoncina bianca dalla fulgida bellezza e il canto sublime, di passaggio in quelle Terre, nello scorgere la meravigliosa bestia se ne innamorò perdutamente, e convinta di poterlo riportare in vita, col cuore a mille, graffiò la nuda pietra con forza.

“Ma questo è Assurdo!” sentenziò di un fiato una voce alle sue spalle “Lui non ha più un cuore adesso e senza di esso non potrà mai risvegliarsi!”

Ma lei cocciuta frustò l’aria con la coda “Io ho un cuore!” ribatté ferma “E  potrei dividerlo con lui!” soffiò risoluta fra le zanne.

“Si, certo se è  questo quello che vuoi!” continuò la voce accorata “Ma pensaci bene! Dividere un cuore per due non è facile! E affinché ciò avvenga è necessario che il tuo amore verso quel leone sia vero e sincero, altrimenti nel momento stesso in cui staresti sfiorando il suo torpore, verresti sbranata dall’esercito di cavallette poste dalla Paura a custodia del suo sonno!”

Senza dubbi lei ruggì al creato intero il suo bene.

«E’ Impossibile» disse l’incertezza.«E’Rischioso» tossì l’angoscia. «E’Inutile» tagliò l’inconscio. «Provarci!» sussurrò il sentimento.

Ma prima ancora che la leoncina avesse posato sulle fauci di cera fredde del leone addormentato il suo caldo respiro, l’animale riaprì gli occhi sano e salvo, portando nel petto l’altra metà del cuore della sua innamorata, risvegliandosi per sempre dal suo sopore, riportato in vita dal sentimento di lei vero e sincero, tanto forte e sconfinato da aprire un varco oltre le barriere dell’oscurità dietro cui era stato imprigionato – dimenticato per sempre – tanto potente dal non conoscere il tentennamento dell’incertezza.

E strusciandosi raggianti l’un l’altra, vissero per sempre  felici e contenti.

 

Monica Fiorentino

 

Published in: on settembre 22, 2010 at 2:54 pm  Lascia un commento  

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