Hana – 花 Fiore

Stormo di gru.

Dopo l’ultima pioggia.

– Il silenzio

                             Il primo grillo.

                             Fra le messi di primavera.

                             Stanchi gli occhi.

Cigola

il nostro dondolo.

– Il tempo che fu

                         – I tuoi occhi

                         Il vizio dell’amore

                         mi coglie nuda

Ombre di lupi

sul mio cammino.

– Solitudine

                        Fischia il bambù.

                        Il passo del samurai

                        fende l’aria

Una culla.

Il tuo sorriso.

– Ti amo

                     Sotto la pioggia,

                     biscotti augurali.

                    – La festa di noi

Una farfalla

sul bianco marmo.

E’ colore

 

 

 

Haiku

Lo haiku (俳句) pronuncia giapponese /haiku/ con tono basso su /ha/ e tono alto su /iku/, e opzionalmente con abbassamento tonale alla fine, nella catena parlata; è un componimento poetico creato in Giappone nel secolo XVII di tre versi caratterizzati da cinque, sette e ancora cinque sillabe.

È una poesia dai toni semplici che elimina i fronzoli lessicali e le congiunzioni e trae la sua forza dalle suggestioni della natura, da momenti di vita quotidiana e dalle sue stagioni.

Per l’estrema brevità richiede una grande sintesi di pensiero e d’immagine.

Tradizionalmente gli haiku hanno sempre un riferimento stagionale o kigo, cioè un accenno alla stagione che definisce il momento dell’anno in cui viene composta o al quale è dedicata.

Soggetto dell’haiku sono scene rapide ed intense che rappresentano, in genere, la natura e le emozioni che esse lasciano nell’animo dell’haijin (il poeta).

La mancanza di nessi evidenti tra i versi lascia spazio ad un vuoto ricco di suggestioni, quasi come una traccia che sta al lettore completare.

Gli haiku tradizionali non hanno alcun titolo.

Nei licei americani e in Marocco si insegnano tutt’oggi le tecniche per scrivere haiku. In Giappone si calcola che più di dieci milioni di persone (circa il 10% della popolazione) si diletta a scrivere haiku, e pressoché ogni giornale nipponico ha una sezione riservata agli haiku.

Monica Fiorentino

Published in: on aprile 16, 2010 at 9:53 am  Lascia un commento  
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