Diego il ragno nero

C’era una volta una piccola coccinella vagabonda di nome Cora.

Forte e coraggiosa, amante dell’avventura, l’insetto aveva intrapreso sin da tenera età il suo errare in giro per il mondo alla ricerca di posti sempre nuovi da conoscere, e affrontando mille vicissitudini aveva imparato a proprie spese il sacro dono della saggezza e della sopravvivenza.

Un giorno affamata, la creatura era salita sopra al ramo di un albero e avvistata una grossa ciliegia succosa, subito le si era aggrappata intorno per mangiarsela. Ma staccatasi di colpo la bella ciliegia era caduta di peso nello stagno sottostante e con essa incollata anche lei.

“Annegherò!” pensò spaventata la poverina che bagnate le sue ali per volare non sapeva neppure nuotare “E’ la mia fine!”  piagnucolò impaurita.

Ma dall’alto del ciliegio un piccolo ragno dagli occhi viola, intento a costruire la sua tela, assistito per caso alla scena, scorgendola in pericolo, le lanciò subito uno dei suoi fili più lunghi “Non aver paura piccola coccinella! Afferra subito questo ed io ti tirerò su! Non agitarti, altrimenti sarà peggio! Fidati di me!” la rassicurò lui, insetto conosciuto da tutti per la sua pelle nera, le lunghe zampe pelose e il muso velenoso, e per queste sue caratteristiche denominato “Il Nero”

“Non fidarti mai di un ragno! La sua pelle è nera come la notte!” era sempre stata la voce più ricorrente fra gli animali del bosco “E per questo è un essere perfido ed astuto! Non avvicinarti mai alla sua ragnatela, oppure sarai divorata in un sol boccone!” era la frase che da sempre aveva echeggiato fra le fronde della selva“E’ un mostro e odia tutti coloro i quali vestono dei colori dell’arcobaleno! Fine conoscitore dell’antica arte della persuasione è capace di usare in modo privilegiato le parole per raggirare la sua preda!”

Ma la coccinella nel vedere avvicinarsi con tanta premura quel muso dolcissimo, nel tenderle il filo della speranza adatto a trarla in salvo, avvertendo nel suo cuore qualcosa di diverso, sentì per la prima volta il suo istinto in subbuglio.

E inspirando forte l’odore di lui, riconoscendolo buono, convinta, afferrò il laccio e si lasciò portare al sicuro.

“Grazie per avermi salvato la vita! Il mio nome è Cora, giovane ragno dagli occhi belli!” gli sussurrò lei, rossa in viso, prendendo fiato a tratti.

“Di nulla! Ero di passaggio in queste terre e ho solo udito il tuo grido! Sei stata tu a fare il resto non credendo a quelli che mi giudicano solo in base al colore della mia pelle e la lunghezza delle mie zampe!” buttò fuori lui “E per questo mi chiamano col nome di Nero, quando il mio vero nome è Diego, nome dolce e musicale, postomi da mia madre alla nascita!” grattò lui con una zampetta il ramo.

E sorridendole l’ammonì dolcemente  “La prossima volta però stai più attenta!”

E  da quel giorno la coccinella trovò in Diego, il ragno nero, il suo nuovo compagno.

 

 

Monica  Fiorentino

 

 

 

 

 

Published in: on marzo 30, 2010 at 2:24 pm  Lascia un commento  
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