Mirea la farfalla dai mille colori

C’era una volta una bellissima farfalla dai mille colori di nome Mirea.

Dal carattere dolce e sincero, splendida ed eterea nella cangiante tonalità delle sue tinte pastello, leggiadra e filiforme, un giorno la creatura era stata chiamata dalla bella Natura insieme a tutte le sue sorelle per accompagnare con le proprie danze la grande Festa della Primavera, così da annunciare all’intero creato l’arrivo della bella stagione.

Ed entusiasta all’appello, la radiosa farfallina aveva accettato sin da subito col cuore a mille,  pronta a sfoggiare il meglio delle sue capacità.

E svegliatasi puntuale all’alba del ventuno marzo, per raggiungere in perfetto orario la Valle Fiorita dove avrebbe avuto luogo il ricevimento, pulite le sue ali con la rugiada fresca dell’aurora e sistematasi per bene le antenne, aveva preso il volo con l’animo in festa, sicura di sé, allegra e spensierata.

Ma a mezza strada, calata la notte, cominciando a scorgere le ombre degli alberi prendere le sembianze di tetre figure chine su di lei come a volerla stringere in una morsa coi loro tralci, il fiato le si spezzò di botto e sperduta nel folto del sentiero  straniero, si riconobbe di colpo smarrita “Mi sono persa! Come farò?” pensò spaventata la poverina che non conosceva affatto quei luoghi  “E’ la mia fine! Non riuscirò mai più a trovare la direzione giusta da sola!” singhiozzò.

Ma di lontano un pipistrello dagli occhi viola, assistito alla scena dal suo ramo, scorgendo la sventurata in pericolo le si avvicinò fulmineo “Non aver paura bella farfalla! Posso farti io da guida! Il mio nome è Jacko e sono il pipistrello di queste zone! Non temere! Dimmi solo dove devi andare ed io ti scorterò volentieri! Tranquilla!” la rassicurò il volatile.

“Non avvicinarti mai ad un animale notturno!” era sempre stata la voce più ricorrente fra le creature del bosco “Non avvicinarti mai  a coloro i quali vestono i colori della notte  e sono costretti a vivere col favore delle tenebre! Loro sono invidiosi dei colori sani e cangianti delle creature del giorno e desiderano venirne in possesso, rubandoli!” era la frase che da sempre aveva echeggiato fra le fronde degli alberi.

Figurarsi poi se si trattava di un pipistrello “E’ nero! Sporco! Ha delle ali orribili! Non sa parlare! E il suo passaggio non è mai di buon auspicio!”

Ma la farfalla nel vedere il suo ringhio avvicinarsi con tanta premura per trarla in salvo, avvertendo nel cuore qualcosa di diverso, sentì per la prima volta il suo istinto stranirsi.

“Abbi fiducia in lui! Non ascoltare ciò che dicono gli altri ma  solo ciò che realmente ti detta il tuo cuore!” l’ammonì al suo orecchio una voce sconosciuta venuta per consigliarla “A te il colore della sua pelle non fa paura!”

E convinta, il bell’insetto saltò in groppa al pipistrello con un solo balzo “Il mio nome è Mirea! Ed è nella Valle Fiorita che devo andare pipistrello gentile … ti prego aiutami a ritrovare la retta via!”

E lui annuendo aprì le sue ali -due membrane di pelle elastica- prontamente “La conosco bene! Non è distante!” l’ammonì inciampando nelle parole per l’emozione, mentre  il sorriso raggiante di lei diveniva per lui la risposta più eloquente. “Grazie mille!” balbettò la farfalla di rimando “Nonostante io sia una perfetta sconosciuta per te … tu stai facendo tanto per me!”

E dopo un breve volo, nel cuore della notte, Valle Fiorita coi suoi suoni, le sue danze, i suoi colori, i suoi dolcissimi profumi, apparve sotto i loro sguardi incantati in tutto il suo fulgore “Siamo arrivati!” l’ammonì il pipistrello chinandosi in avanti per far scendere comodamente la piccola.

E la bella Mirea scivolando dal suo dorso freddo gli sorrise esultante “Vorresti accompagnarmi alla festa?”

“No, dai!” si schernì lui di botto, frastornato, indietreggiando “Non posso!” incespicò amaro “Ti farei solo fare brutta figura! Non potrei mai ballare al tuo stesso ritmo con queste razza di ali che mi ritrovo! Tutti ci deriderebbero e tu ti vergogneresti di me! Io sono nero! Il mio volto farebbe inorridire la vista degli altri invitati! E poi non ho un buon odore! Né una bella voce! Prima dell’alba dovrei fuggire, perché la luce trafiggerebbe i miei occhi! No! Lascia stare!” buttò di un fiato la creatura della notte che aveva visto troppe volte nello sguardo altrui il perfido spettro dello scherno farsi beffe di lui, per poter essere ancora sicuro di se ad una festa “E’ meglio salutarci qui! Grazie comunque!”

E chinando la testa la farfalla inghiottì a vuoto “Non è così! Il tuo colore non …”  balbettò appena.

Mentre Jacko era già  troppo lontano per poterla udire.

“Forse lei aveva qualcosa da dirti!” sussurrò di colpo una voce sconosciuta all’orecchio del pipistrello seguendolo in volo“Non farla soffrire! Il suo affetto è  vero e sincero!” l’ammonì di rimando, decisa a non mollare.

“Tu dici?” rincalzò lui parlando a vuoto, che altro non anelava  che in una frase del genere per poter tornare da lei “Pensi che non le farò del male?”

E  di colpo senza neppure aspettare una risposta, invertì la rotta e si fiondò verso la Valle.

E scorgendo la farfalla seduta in solitudine all’interno di un girasole dallo stelo rovesciato, sola in mezzo alla festa, le volò incontro fra il  chiacchiericcio generale.

“Un pipistrello?!” “Nero!” “Si, però non guardarlo così!” “Sembra male!” “Che tristezza!” “Andiamo via!” “Ma che ci farà ad una festa da ballo?” “Che impressione!”  “Scusatemi  ma questo cattivo odore … è il suo?!” 

Nell’incrociare gli occhi di lui, il cuore di Mirea mancò di un battito “Jacko! Sei proprio tu?”.

 E lui tendendole la sua ala gelida annuì “Ti va di ballare?”

E insieme presero a volteggiare sotto gli occhi di tutti, guidati da un’unica assordante musica, quella dei loro due cuori, più forte del ciarlare intorno e del frullo diverso delle loro ali. “Però!” “Ha un muso particolare!” “Dopo tutto!” “Si, si!” “Un profilo aristocratico!” “Non è tanto male!” “Insieme sono una bella coppia!” “Eh, già!” “Eleganti!”

Incuranti degli altri e pieni solo della loro felicità.

Published in: on febbraio 17, 2010 at 10:57 am  Comments (4)  
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4 commentiLascia un commento

  1. adesso è più bello attendere la primavera.
    Grazie

  2. Rachele, sei una ragazza fantastica.
    La tua dolcezza supera ogni confine…
    Grazie per avermi raccontato questa bella storiella…
    Ti voglio bene.
    Per sempre,
    Giuseppe.

  3. Quanti complimenti…grazie giuseppe! è impossibile nn essere dolci cn una xsona speciale cm te!ti voglio bene….x sempre….


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