Tao il folletto dell’arcobaleno

C’era una volta nascosto fra le fronde del bellissimo Albero delle Meraviglie posto nel cuore di Regno Lontano, un curioso folletto dagli occhi viola di nome Tao.

Custode dell’arcobaleno era lui, dopo ogni temporale a tesserne in cielo i cangianti colori, e col suo splendore ad illuminare il mondo intero.

Artista romantico, vestito di rugiada e di terra, animo sensibile ed eclettico capace col suo tocco di riportare la luce.

Ma un giorno, dopo l’ennesimo temporale il folletto, intento a ridipingere col suo manto di colori il creato, accorgendosi di botto che al suo caleidoscopio di luci mancasse il rosso – la tinta più brillante –  sgranando gli occhi stranito, si recò subito a grandi falcate verso la Torre  Alta, al cui interno dimorava lo spirito della saggezza, per chiedere delucidazioni a lui, a cui nulla era ignoto.

“Il rosso …” bofonchiò Colui il Quale, il vecchio spirito della Torre, vestito di niente, a cui tutti chiedevano consiglio in caso di difficoltà, frastornato, carezzando con fare distratto il grosso volume rilegato ricoperto di polvere, posto sul Leggìo al centro della Stanza, al cui interno erano scritte la pagine più importanti della cultura mistica di tutti i tempi.

“Il rosso …” ripetè massaggiandosi la lunga barba canuta, sospirando “Dimmi Tao, per caso il tuo cuore ha subìto un grave dolore ultimamente?”

A quella domanda il folletto chinando il capo si morse le labbra contrito “Si, saggio spirito. Giorni fa il mio cuore ha patito una grande sofferenza, che porto ancora tuttora nel mio petto! Colei che io amavo più della mia stessa vita purtroppo ha deciso di spezzare il nostro legame e guardandomi un’ultima volta negli occhi è andata via senza voltarsi indietro! E questo mi ha procurato una ferita insanabile! Ma questo cosa c’entra col mio arcobaleno?”

Tossicchiando il vecchio assentì schiarendosi la voce “E’ stato questo a farti perdere il tuo rosso, il colore più festoso e gioioso di tutti, caro folletto! Ecco cosa è stato!”

E spalancando la bocca a quella risposta, la creatura strinse i pugni spaurito “E adesso come devo fare per ritrovarlo?”

“Devi cercarlo dentro di te!” gli rispose pacato Colui il Quale, spirito maestro, facendo spallucce prima di sparire sotto i suoi occhi insieme alla propria Torre.

E Tao rimasto solo, afflitto a quelle parole, sedendo su di un sasso, avvinto prese a meditare.

Quando d’improvviso un urlo disperato lo fece balzare di soprassalto: dinanzi a lui una stupenda farfalla variopinta giaceva impigliata nella tela di un ragno, e incapace di riprendere il volo, stava per divenirne la preda.

A quella scena il folletto, percependo il proprio cuore battere all’impazzata, levandosi di colpo dalla pietra, saltò sull’albero senza porre tempo in mezzo e utilizzando al contempo mani e piedi si arrampicò goffamente lungo la corteccia, invitando la creatura alla calma “Non muoverti piccola! Non aver paura! Sto arrivando io! Sta ferma! Oppure sarà peggio!”

E  battendo il ragno sul colpo, giunto in cima, svelto con dita veloci sciolse l’intricato dedalo di spire che teneva prigioniero l’insetto, liberandolo in un sol lampo.

E sceso dal ramo lo stupore di lui fu enorme, nello scoprire chiuso nel palmo della propria mano anziché il fragile esserino, il suo filo rosso.

E ridendo sbalordito a quella scoperta – comprendendo ciò che era successo – scosse il capo felice: e da allora il suo arcobaleno fu per sempre il più brillante di tutti.

Monica Fiorentino

Published in: on febbraio 1, 2010 at 7:47 am  Lascia un commento  
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