Catello. Il Santo

San Catello – è un santo italiano, patrono della città di Castellammare di Stabia, la cui festività cade il 19 gennaio.

Sulla vita di Catello si sa davvero molto poco.

Vescovo di Castellammare di Stabia (Na), Campania, visse all’epoca dell’invasione longobarda, durante il VI secolo.

Viene ricordato anche come il “patrono dei Forestieri” per la cordialità mostrata nei confronti dei profughi e dei bisognosi.

Si sa che ebbe una vita molto sofferta: sul monte Faito dove spesso si rifugiava in preghiera insieme a Sant’Antonino, gli apparve in sogno l’ arcangelo Michele e a ricordo dell’apparizione costruì un piccolo tempio, oggi totalmente ricostruito.

Colpito da calunnie da suoi “familiari” (forse si intende vescovi di diocesi vicine) fu portato per un breve periodo a Roma, finché Papa Gregorio I, a cui aveva predetto il pontificato, non gli riaffidò la diocesi di Stabia: tornò trionfante in città, accolto dall’amico Antonino, poi divenuto abate in Sorrento.

San Catello è rappresentato, sia nella statua che nei dipinti, spesso in ginocchio e con le mani giunte in preghiera: è raffigurato come un vecchio, con una barba bianca e occhi vivaci. Sono diversi i dipinti e le statue dove san Catello compare: i principali sono quelli di Vincenzo Paliotti che dipinge gli episodi più importanti della vita del Santo (tali dipinti si trovano sulla volta della cattedrale di Castellammare di Stabia)e quelli di Vincenzo Galloppi nella cappella di San Michele a Scanzano.

Altre opere si trovano in diverse chiese cittadine e di Sorrento e nelle strade in diverse edicole votive.

San Catello è stato da sempre considerato il principale protettore di Castellammare di Stabia per quanto riguarda non solo eventi naturali come le eruzioni del Vesuvio, ma anche bellici, come i bombardamenti durante la seconda guerra mondiale. Di miracoli se ne riportano a centinaia.

La fede è radicatissima negli operai dei cantieri navali tanto che, oltre ad una sosta nello stesso durante le processioni, quando sta per essere varata una nave viene posta un’immagine del santo sul suo scafo.

Inoltre, secondo tradizione, i marinai che passano nei pressi dello scoglio di Rovigliano, devono recitare alcune preghiere per evitare il naufragio.

Le reliquie di san Catello sono conservate nella cattedrale di Castellammare di Stabia, nella chiesa di Scanzano e in quella dei Servi di Maria a Sorrento.

Una delle reliquie più importanti è il cranio dal quale fuorisce un particolare odore detto “Manna di San Catello”: in passato tale cranio è stato custodito nella chiesa del Gesù (oggi si dovrebbe trovare a Itri)

Le processioni vengono fatte due volta all’anno: la prima il 19 gennaio, la seconda nella seconda domenica di maggio.

La processione del 19 gennaio è già raccontata da Giuseppe Alvino nel 1623, quando la statua veniva portata per le vie della città, nel tardo pomeriggio con delle torce accese.

Con il passare del tempo tale processione è stata effettuata di mattina.

Quella che invece viene fatta nella seconda domenica di maggio (una volta la seconda di giugno), ha un percorso più lungo oltre che una festa civile dalla durata di circa 4 – 5 giorni.

(Vite dei santi)

Published in: on gennaio 19, 2010 at 5:11 pm  Lascia un commento  
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