Gli Eterni. Chi sono

È interessante notare come in originale i nomi degli Eterni (The Endless in inglese) inizino tutti con la lettera “d”, elemento che è stato parzialmente perso con la traduzione.

 

Gli Eterni
Nome italiano Nome Originale Sigillo
Destino Destiny Libro
Morte Death Ankh
Sogno Dream Elmo
Distruzione Destruction Spada
Desiderio Desire Cuore
Disperazione Despair Anello uncinato
Delirio Delirium Disegno casuale

 

Disperazione

Disperazione, sorella gemella di Desiderio, è regina del proprio deserto dominio. Si dice che, sparsi per il suo regno, vi siano una moltitudine di finestre sospese nel vuoto. Ogni finestra dà su una scena diversa e, nel nostro mondo è uno specchio. Qualche volta, guardando in uno specchio, vi capiterà di sentire i suoi occhi su di voi, il suo uncino agganciarsi al vostro cuore.

Ha la pelle fredda e viscida; gli occhi del colore del peccato, il colore di quei giorni grigi e umidi in cui il mondo perde ogni colore e significato; la sua voce è poco più di un sussurro e sebbene non abbia alcun colore, la sua ombra emana odore muschioso e pungente, l’odore della pelle dei serpenti.

Molti anni addietro una setta nell’odierno Afghanistan la elesse a divinità, consacrando a lei ogni stanza vuota. La setta, i cui membri si chiamavano gli Imperdonati, durò due anni, fino a quando anche il suo ultimo adepto, sopravissuto per quasi sette mesi agli altri membri si uccise.

Disperazione parla poco ed è paziente.

Desiderio

Desiderio è di media statura.

Nessun ritratto riuscirà mai a rendere giustizia a Desiderio, poichè vederla (o vederlo) significa amarla (o amarlo), con persuasione, con dolore, escludendo tutto il resto.

Desiderio emana un profumo quasi subliminale di pesche estive, e ha due ombre: una nera e dai contorni ben definiti, l’altra traslucida e perennemente vacillante, come la foschia del caldo.

I sorrisi di Desiderio sono guizzi di luce, come scintillii riflessi dalla lama di un coltello. E ci sono molte altre cose in Desiderio che fanno pensare a una lama.

Mai posseduta, è sempre lei a possedere, con la sua pelle pallida come fumo, e gli occhi dorati e penetranti come vino bianco: Desiderio è tutto ciò che avreste sempre voluto. Chiunque voi siate. Qualunque cosa siate.

Tutto.

Distruzione

Circa trecento anni fa, Distruzione ha abbandonato il suo regno. Il suo sigillo è stato staccato dalla galleria degli Eterni e non può più essere raggiunto.

Non è morto, perché se così fosse, una qualche altra distruzione avrebbe preso il suo posto.

Egli ha semplicemente scelto di non essere più responsabile della distruzione e di tutte le altre sfaccettature che il suo incarico aveva.
Ora distruzione è tranquillo ed è cambiato: ora è molto più giusto, ora che è libero.

La distruzione non può più essere raggiunta, mai voi, uomini in carne ed ossa, un giorno o l’altro potreste incontrare un uomo alto e dai capelli rossi che va in giro portando uno zaino sulle spalle, potreste desiderare di offrirgli un po’ di pane e formaggio.

Lui vi racconterà delle ottime storie.

Destino

Destino è il più vecchio degli Eterni; al Principio era il Verbo, tracciato da una mano sulla prima pagina del suo libro, prima ancora di essere mai stato pronunciato.

Destino è anche il più alto degli Eterni, agli occhi mortali.

Alcuni credono che sia cieco, mentre altri, forse con più ragione, sostengono che Destino sia giunto molto oltre la cecità che in effetti non possa fare altro che vedere; che veda impercettibili disegni lasciati dalle galassie nel loro ruotare a spirale attraverso il vuoto, i complicati intrecci che gli esseri viventi creano nel loro viaggio attraverso il tempo.

Destino odora di polvere e delle biblioteche della notte.

Non lascia impronte.

Non fa ombra.

 

Delirio

Delirio è la più giovane degli Eterni.

Odora di sudore, di vino inacidito, di notte fonda, di cuoio invecchiato.

Il suo regno è vicino, si può visitare; tuttavia le menti umane non sono state create per conoscerlo, e quei pochi che hanno intrapreso il viaggio non sono stati capaci di riportare che minuscoli frammenti.

Il poeta Coleridge sostiene di averla conosciuta intimamente, ma l’uomo era un instancabile mentitore, perciò dobbiamo dubitare delle sue parole.

Delirio è quella dall’aspetto più mutevole tra gli Eterni, che, nel migliore dei casi, sono idee avvolte in sembianze corporee. La forma e il contorno della sua ombra non hanno alcun rapporto con la forma e il contorno di qualunque corpo lei indossi, ed è un’ombra palpabile,come un vecchio velluto.

Alcuni dicono che la tragedia di Delirio sia la sua consapevolezza che pur essendo più vecchia dei soli, più vecchia degli dei, lei resterà per sempre la più giovane degli Eterni, che non misurano il tempo come lo misuriamo noi e non vedono il mondo attraverso occhi mortali.

Altri dicono che non è così, sostengono che Delirio noti, patisca alcuna tragedia, ma costoro parlano senza riflettere.

Un tempo infatti Delirio era Piacere, e malgrado sia passato molto tempo, anche oggi i suoi occhi sono diversi l’uno dall’altro: uno è di un intenso verde smeraldo striato di lamine d’argento sempre in movimento, l’altro è di un blu venoso.

Chissà cosa vede Delirio, attraverso i suoi occhi scompagnati ?

 

Sogno

C’è un enigma.

Sotto questo aspetto (noi percepiamo solo alcuni aspetti degli Eterni, allo stesso modo in cui vediamo lo scintillio della luce su una delle minuscole facce di un’enorme pietra preziosa perfettamente tagliata), è magro come un chiodo, e ha la pelle del colore della neve quando cade.

Sogno accumula nomi come gli altri accumulano amici;
ma si permette pochi amici.

Se è vicino a qualcuno, lo è alla sorella maggiore, che vede solo raramente.

Tra tutti gli Eterni, eccetto forse Destino, Sogno è quello che ha maggiore coscienza delle proprie responsabilità, il più meticoloso nell’eseguire il proprio dovere.

Sogno ha un’ombra umana, quando gli capita di fare così.

Morte

Death, la Morte, è la Sorella maggiore di Sogno. Agli occhi di tutti si presenta come una graziosa ragazzina.

Veste di nero e porta appeso al collo un ANKH (Chiave del Nilo): un ciondolo raffigurante una croce ansata; antico simbolo usato dagli Egizi per simboleggiare la vita eterna.

Si dice che una volta al secolo, per un giorno, Morte assume spoglie mortali per comprendere meglio come si sentono le vite che si prende, per assaggiare il gusto amaro della mortalià: è questo il prezzo che deve pagare per essere colei che separa i vivi da tutto quello che è stato prima e da tutto quello che verrà dopo.

Sogno rimugina su questa storia, ma non le ha mai domandato se è vera.

Forse teme la sua risposta.

(Fonte telematica)

 

Published in: on gennaio 13, 2010 at 10:21 am  Lascia un commento  
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