Il principe e il rospo

C’era una volta nel meraviglioso Regno di Terre Rocciose un bellissimo principe di nome Damian.

Giovane forte e valoroso, astuto e temerario, dal cuore impavido e la spada ferma in pugno, generoso e altruista coi deboli e i bisognosi quanto implacabile e funesto coi disonesti e gli oppressori, il futuro re viveva per il suo popolo e per il bene dei suoi sudditi, compiendo il suo ruolo con onore e dignità.

E amato e osannato da tutti per i suoi valori e le virtù impareggiabili di cui era dotato, non c’era persona che non spendesse per lui parole di bene, e il ragazzo fiero e soddisfatto di questi apprezzamenti e dell’affetto che lo circondava, compiva il suo operato lieto di poter diffondere con la sua parola, benessere e gioia ai più disagiati. Desideroso di portare ovunque pace e serenità.

Un giorno il principe – ormai in età da matrimonio – fu invitato attraverso un editto reale, insieme a tutti gli altri sovrani dei regni antistanti, a partecipare alla sontuosa Festa della Luna data dal re Massimo in persona, il quale, avendo una bellissima figliola da maritare, aveva ben pensato di cercare il suo degno consorte nei territori vicini convocando tutti i giovani di sangue blu presso il suo maniero, organizzando una serata danzante.

Così il bellissimo Damian, accorso a palazzo avvolto dal suo morbido mantello damascato d’azzurro, posato nelle scuderie reali il suo destriero, entrò di filato nelle stanze del palazzo facendo voltare dame e cortigiane per la sua bellezza e lo splendore dei suoi occhi smeraldo limpidi e sinceri, simili a due pietre di raro valore sul suo viso dai delicati lineamenti.

 Ed evitando i commenti delle belle signore, il giovane il cui cuore non aveva mai conosciuto l’amore, tirando dritto davanti a sé, si schierò in bell’ordine accanto agli altri invitati, in perfetta parata, ad attendere  la bella principessa. Schivo e compìto.

Ma entrando di corsa, in ritardo, un altro principe  – futuro re del vicino Regno di Fiume Rapido – altrettanto affascinante coi suoi splendidi occhi di una cangiante tonalità viola scuro, sensuali e misteriosi, riscuotendo fra il pubblico femminile  la stessa quantità di consensi, timido e impacciato, tentando di celare la sua manchevolezza infilandosi buffamente fra le orde di moschetti e livree, cercò il suo posto accanto agli altri pretendenti in ordine di altezza, urtando malamente  a quel gesto  il giovane Damian senza volerlo.

“Scusate!” balbettò il ragazzo arrossendo in viso, con le guance   in fiamme incrociando gli occhi di Damian  “Scusate! Eh … ecco .. ero in ritardo e così … la carrozza mi ha fermato poco lontano ma …” nobile di lignaggio quanto di sentimenti, anch’egli conosciuto ovunque per le sue eroiche gesta e la bontà del suo animo pulito e forte, alieno ai cuori femminili di cui non aveva ancora conosciuto il calore,  il futuro re appariva di un candore disarmante.

E Damian perdendosi nei suoi dolci occhi viola, sentì di colpo il petto mancargli di un battito per la prima volta nella sua vita, sopraffatto da un’emozione mai provata, preda di un sentimento sconosciuto.

E il giovane ricambiandolo all’istante le sue stesse sensazioni, sentì una fiamma altrettanto possente ardergli dentro, come non mai.

E abbassando entrambi gli occhi, finsero indifferenza di fronte agli altri.

 Ma non potendo restare oltre in quelle camere, all’improvviso ambedue avanzando come scusa un tremendo mal di testa, uscirono da palazzo prendendo ognuno la sua strada.

Damian saltando in groppa al suo cavallo e Dorian imboccando il sentiero verso le sue terre con passo veloce.

Furioso per la dipartita dei due giovani più belli fra tutti i presenti, il re entrato nelle stanze reali per dare inizio alle danze, scorgendoli – attraverso la sfera di cristallo di una delle Fate invitate al ricevimento – correre lontano dal suo maniero coi propri volti turbati, furibondo, diede ordine alle guardie di cercare i due fuggiaschi.

E voltandosi al colmo del livore verso la bellissima Fata Grazia, anch’essa invitata alla festa per benedire con la sua bacchetta la giovane principessa e il suo futuro sposo, levando in alto la mano le ordinò di tramutare all’stante uno dei due in un viscido rospo “Perché questa è la fine che merita colui che tradisce la fiducia di un re senza motivo! Vivere nella melma! Nutrendosi solo di mosche e zanzare! Costretto a muoversi carponi, salterellando da una zampa all’altra per sempre! Tenendo incollato addosso il cattivo odore dell’acqua putrida, l’unica fonte adatta a dissetarlo!”

E la Fata scorgendo nella sua sfera di cristallo il giovane Dorian avvolto nel suo pastrano, velocizzare il passo lungo il bosco che conduceva al suo palazzo, frullando il naso lo trasformò in un rancido ranocchio.

E Damian a cavallo, percependo di colpo il cuore del giovane battere d’improvviso nel petto di un rospo e il suo bel volto deformarsi perdendo per sempre il suo dolce sorriso, stringendo le briglie, scosse il capo con forza “Torniamo alla Reggia! Svelto!”

 Non potendo lasciare quel giovane che aveva scosso per la prima volta il suo cuore, facendogli provare un sentimento tanto forte, così in  ambasce, impossibilitato a muoversi, impacciato sulle sue nuove zampe, privo della parola e per giunta goffo a gestire nella sua “bocca – muso” quella lingua tanto spropositata, Damian fece marcia indietro deciso a supplicare il sovrano di intercedere a suo favore.

E chinando il capo dinanzi al re, in ginocchio davanti ai suoi piedi, si morse le labbra contrito “Vi prego di prendere il mio di cuore e farlo battere nel petto di una bestia! Lasciando libero il suo! Lui non può camminare su quelle zampe, parlare con quella lingua, cibarsi di insetti! E’ troppo maldestro! Lo vedo!”

E il re levandosi di filato dal suo seggio con fare irato, accolto il giovane nelle camere del trono mentre nelle altre stanze fluivano le dolci note che allietavano la sala ballo, deciso a riportarlo all’ordine, alzò il sopracciglio.

“Io …” gli confessò il giovane Damian “Non potrei mai vivere sapendo lui infelice! Lui! Il solo essere al mondo che io ami!”

“Questo è  impossibile! Tu sei un uomo! E lui è un uomo! E ciò non può succedere! Tu devi trovare una principessa degna di questo ruolo e divenire accanto a lei il suo compagno! Sposarti e avere dei figli!”

“No!” rispose lui “E lo sapete bene anche voi! Nonostante questo vi procuri una rabbia incontenibile! Al punto tale da indurvi a commettere un atto tanto vile! Capace di riportarmi contro la mia volontà qui, presso il vostro castello a chiedere venia!”

E il re stringendo i pugni a quella confessione, storse il muso furente “Degenerato! Invertito! Innaturale! Diverso! Se proprio vuoi liberare il tuo Dorian allora facciamo un patto! Lui tornerà umano se tu mi darai in cambio non il tuo cuore da far battere nel  petto di una bestia a mio piacimento, ma la tua stessa vita!”

 Senza sollevare il capo lui annuì, ingoiando tutte le ingiurie che poco prima il regnante gli aveva bollato addosso, giudicando il suo amore, senza proferire parola.

Percependo la sua anima spezzarsi a quelle parole, certa del sentimento vero e sincero del giovane nei confronti del suo amato, la bella Fata – spirito della gioia e della giustizia – voltando la bacchetta verso la sfera di cristallo tramutò di nuovo il rospo in un uomo.

Disubbidendo a tutti gli ordini.

“Perché il loro è vero amore! Quello capace di vincere ogni muro, ogni regola, ogni giudizio e pregiudizio imposto dalla mete umana e dal volere caustico della società!” gonfiò il petto la creatura magica.

E il re indietreggiando a quelle parole, scosse il capo sconfitto nel vedere apparire di colpo sotto i propri occhi il giovane tornato umano, perdersi nello sguardo dell’amato in un nugolo di emozioni che nulla lasciava intendere all’immaginazione, completamente perduti nei loro reciproci sentimenti.

E scacciandoli dal suo regno gli ordinò di non varcare mai più i confini delle proprie terre.

Ed entrambi uscendo a cavallo da palazzo tornarono ai loro reami per avvisare i rispettivi popoli di ciò che avevano scoperto: il loro  tesoro più grande: il loro amore.  

E applauditi e incoraggiati da tutti per quella loro scoperta, sostenuti nella coraggiosa scelta che avevano operato sfidando il re in persona, sotto gli occhi della bellissima Fata Grazia la nuova custode dei loro due Regni Uniti, Damian e Dorian vissero insieme per sempre felici e contenti.

Monica Fiorentino

Published in: on gennaio 2, 2010 at 2:17 pm  Lascia un commento  
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