Shinnen – Capodanno

Shinnen (正月) in giapponese significa Capodanno. Nella tradizione orientale (prima dell’adozione del calendario solare nel 1873) in Giappone, il capodanno cadeva all’inizio di febbraio e nella sensibilità giapponese era associato all’inizio della primavera.

Secondo lo stesso calendario, per Haru (primavera) si intendevano i mesi di febbraio, marzo, aprile; per Natsu (estate) i mesi di maggio, giugno e luglio; per Aki (autunno) agosto, settembre e ottobre; per Fuyu (inverno) novembre, dicembre e gennaio.

In Giappone il Natale e il Capodanno si festeggiano, ma in modo diverso rispetto all’Italia.

Il Capodanno, è una festa molto importante in Giappone, in cui si compie l’”hatsumode”, ossia si va a pregare per un felice Anno Nuovo in un tempio scintoista. Il primo dell’anno si trascorre in famiglia dove si brinda con un particolare tipo di sake che si chiama “o toso”.

Ci sono tante altre tradizioni che riguardano la fine dell’anno e l’inizio di quello nuovo.

Il mese di dicembre è l’ultimo mese dell’anno e anche il mese in cui si sistemano le “faccende” in sospeso per poter iniziare bene l’anno nuovo, come per esempio saldare i propri debiti e non trascinarli nel nuovo anno (produrrebbe una cattiva fama).

Molto importante è l’usanza del susuharai (letteralmente significa “togliere la polvere, la fuliggine”), che anticamente era la grande pulizia annuale delle statue buddhiste nei templi, mentre ora nelle case è la tradizionale pulizia delle abitazioni a fine anno, un po’ come le nostre “pulizie di primavera”, o di Pasqua! La polvere e lo sporco del vecchio anno non devono essere presenti nel nuovo, perché in un posto pulito è più facile che arrivi la buona fortuna. Se è possibile è di buon auspicio anche rinnovare il guardaroba, ed indossare qualcosa di nuovo, come un bel kimono!

 La fine di dicembre è il periodo indicato per spedire le cartoline d’auguri per l’anno nuovo, chiamate nengajo, in cui, oltre ai saluti convenzionali come “Buon Anno Nuovo” (Akemashite omedetou gozaimasu) si aggiungono notizie recenti su se stessi o i buoni propositi che si vogliono attuare.

 La sera della vigilia si mangiano i toshikoshi soba, spaghetti di riso che simboleggiano la lunga vita, in pratica il piatto che ha lo stesso significato delle nostre lenticchie! La mattina del primo giorno dell’anno si beve il fukucha, il thè della buona fortuna, un thè verde servito con un’albicocca conservata in salamoia in ogni tazza (dai tempi antichi si riteneva che thè ed albicocca tenessero lontana la tristezza); il toso, un particolare sake aromatizzato con varie erbe e spezie (pepe, ginger, cannella, rabarbaro, ecc.) che da un punto di vista simbolico è ritenuto allontanare le malattie, da un punto di vista medico stimola la digestione e la circolazione sanguigna.

Il primo dell’anno è molto atteso dai bambini, i quali ricevono dai parenti e dai genitori dei soldi; la quantità è basata sull’età del bambino. Questa usanza è chiamata otoshidama.

www.sognandoilgiappone.blogspot.com

Monica Fiorentino

Published in: on dicembre 29, 2009 at 8:34 am  Lascia un commento  
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