La sirena blu e il fantasma dei mari Prima Parte

C’era una volta una dolce sirena di nome Lilia, dalla meravigliosa carnagione bianchissima e  la lunga e flessuosa coda blu come il mare, amabile ed idealista principessa dello sconfinato regno di Stella Maris, rimasta  molto presto orfana  di entrambi i genitori, era toccato a lei benché giovanissima, prendere in mano le redini del proprio reame occupandosi con amore e dedizione del suo popolo.

Mansione che la giovane aveva preso a svolgere sin da subito diligentemente, cercando di garantire ai suoi sudditi giorno per giorno pace e serenità facendo fronte ad ogni tipo di sopravvenienza, con coraggio e lealtà infiniti.

E dividendosi fra i mille doveri che il mare le forniva quotidianamente, destreggiandosi fra una spedizione nuova da organizzare, un editto appena stipulato da firmare, le varie udienze in programma e i mille problemi  dell’esercito da riordinare, era giunta velocemente in età da marito senza nemmeno accorgersene.

E scopertasi d’improvviso ormai a ventuno anni senza avere ancora un compagno al suo fianco. Terminata l’ennesima dura giornata di impegni, sedendosi  sfinita e ansante con la sua flessuosa coda letteralmente a pezzi, accanto a un ciuffo di meravigliosi anemoni, tirò un sospiro profondo.

Molti erano i giovani principi dei dintorni a corteggiarla assiduamente, col desiderio di averla in sposa, ma nessuno di loro era mai riuscito a farle battere forte il cuore, e scuotendo il capo confusa rivedendo con gli occhi della mente la carrellata di spasimanti che da sempre animava i saloni della Reggia dei Mari, sbuffò contrita.

Piena di sogni ed illusioni, lei aveva desiderato da sempre un amore grande, un sentimento forte e sconfinato capace di farle tremare il cuore e mettere in discussione tutta la sua vita, togliendole il sonno e catapultandola in un mondo meraviglioso fatto solamente a due.

E scegliere  fra i vari pretendenti che ogni giorno giungevano al suo cospetto portando ricchi doni nella speranza di conquistarla, cortesi e raffinati nei modi, ma incapaci di farle provare ciò che lei voleva, rappresentava per il suo animo  fonte di grande disagio.

Lei sapeva bene che nella sua condizione: orfana di padre, era necessario che trovasse un marito entro i ventuno anni, per dare al suo regno tutta la sicurezza cui abbisognava  con un matrimonio giusto, ma scendere a compromessi col suo cuore non era un’impresa facile per lei.

E ogni notte appena la sua balia si ritirava nelle proprie stanze zampettando adagio coi suoi longevi tentacoli ancora agili e scattanti nonostante l’età avanzata, lungo la scala che portava al piano superiore ricordandole i suoi doveri di futura regina, fra cui spiccava un bel matrimonio giusto e sicuro, Lilia  carica di tristezza  storcendo il naso senza risponderle, nuotava fino in mansarda e sedendo sul freddo pavimento ricoperto di mucillagine, confidava al fedele  Teti, il dolce fantasma della Torre  tutte le sue pene.

“Come posso fare amico mio? Come posso scegliere il mio futuro sposo fra tutti coloro i quali ogni giorno si presentano  al mio cospetto, se nessuno di questi riesce a farmi battere il cuore? Io mi sforzo credimi, ma proprio non riesco a vedere sul volto di alcuno il mio amato!” sbottava avvilita.

E lui ascoltandola a cuore aperto, cercava di trovare sempre una buona parola per consolarla “Magari andrà meglio domani!”

Le diceva abbozzando un sorriso, con tutta la bontà di cui era intrisa la sua spicciola filosofia “Vedrai che domani troverai quello giusto!” coloriva le sue parole per convincerla al sorriso.

Ma quelle convinzioni così semplicistiche, il più delle volte avevano soltanto la facoltà di  fare stizzire Lilia ancor di più, portandola a toni sgarbati  “Beh, certo!” non da lei.  

Indubbiamente lui non ne aveva alcuna colpa, ma al suo orecchio quelle parole suonavano sempre uguali.

Teti vestito di stracci era in fondo solo un misero spettro, e anche se le sue parole erano sincere, accettarle talvolta per lei era proprio difficile.

Un tempo principe forte e valoroso del Regno terrestre di Astreglia, morto giovanissimo in mare nel corso di una sanguinosa battaglia, colpito a tradimento sul pontile del suo vascello ‘Il Nino’ per mano nemica, rovinando senza possibilità di salvezza nelle acque di Stella Maris, Teti aveva trovato rifugio nella Reggia dei Mari in qualità di fantasma della Torre.

Conosciuti i genitori della bella sirena, quando erano in attesa della loro primogenita, aveva partecipato in segreto alla gioia della nascita senza farsi vedere, e restando catturato all’istante dai  teneri gesti della piccola neonata e dai suoi primi timidi sorrisi,  nutrendo  sin da subito nei suoi confronti un’innata simpatia, non l’aveva più lasciata sola.

E circondando la sua rosea culla di amorevoli attenzioni, prendendosi cura di lei senza essere visto, Teti, dolce spettro dagli occhi viola, non si era più staccato dalla piccola.

E quando le disgrazie avevano cominciato ad accanirsi contro di lei, ancora troppo fragile e inesperta per avere la capacità di difendersi da sola, il fantasma aveva deciso all’istante di  rendersi visibile ai suoi occhi perché non si sentisse sola, e sapesse di avere sempre al suo fianco una spalla su cui poter contare.

E  una notte apparso d’improvviso al suo cospetto, le aveva confidato la sua storia, chiedendole di poterle restare vicino per sostenerla nelle cose del regno, con la preghiera di non rivelare mai a nessuno la sua esistenza.

E instauratosi fra loro poco a poco un rapporto unico e profondo, condividendo insieme gioie e dolori, Lilia era cresciuta imparando a chiedere consiglio al principe fantasma circa ogni questione riguardasse la sua vita.

“Domani andrà meglio ne sono certo!” rincarò lui strizzando l’occhio in segno di complicità, nel vederla particolarmente triste quella sera “Se tu desideri realmente qualcosa stai pur certa che essa si avvererà, ma se tu sei la prima a non crederci è completamente inutile!” l’ammonì lui.

“Quando si tratta di questioni d’amore, devi ascoltare soltanto il tuo cuore, te l’ho sempre detto! Devi solo imparare ad aspettare il momento giusto! Il tempo aggiusta sempre tutte le cose!” la confortò per l’ennesima volta il principe.

“Il tempo aggiusta sempre tutte le cose!” era stato scritto sulla Pietra Rossa del Destino dalla mano saggia di Oracolo, spirito dalla meravigliosa veste color del bronzo e i lunghi capelli canuti, e Teti aveva fatto sua quella piccola perla facendolo di venire il suo ritornello più ricorrente.

Ma stanca dei soliti rimbrotti che si ripetevano anche quella volta sempre uguali, perfettamente identici a tutti quelli che li avevano preceduti, Lilia demoralizzata, sicura che non sarebbe riuscita a dormire per quella notte, decise di salutare l’amico e farsi una bella nuotata da sola  fra l’incanto della barriera corallina che si diramava superba ai confini del suo regno avvolta dal silenzio,  per riflettere.

Lei credeva ciecamente in quello che di buono Teti le diceva, era legatissima a lui, ma talvolta si sorprendeva a chiedersi come potesse realmente credere così tanto ad un fantasma nella misura in cui faceva. Dopo tutto uno spettro restava sempre tale e anche se era stato principe un tempo, cosa poteva sapere di ciò che albergava realmente nel suo cuore di donna?

Così sfrecciando fra le verdi alghe in un mulinello di  bolle, roteando in mille articolate acrobazie subacquee dentro le rocce delle insenature più diroccate del regno, godendosi lo spettacolo della vegetazione marina che cresceva selvaggia e superba in quei luoghi, ritrovandosi col fiatone davanti all’imponete stazza vermiglia conosciuta come una delle più grandiose meraviglie di tutti i mari, liberatasi da ogni pensiero, battendo le mani di gioia Lilia si sorprese a pensare di organizzare per la sera successiva uno splendido ballo a corte, così da conoscere nel modo più romantico e nel minor tempo possibile tra un valzer e l’altro il suo futuro sposo, e guizzando in una marea di bianca spuma, fiera della propria fantastica idea, rise di gioia, finalmente felice.

E turbinando su se stessa, scontrandosi di colpo contro il poderoso petto di un bellissimo giovane dalla flessuosa coda colore dello smeraldo, che sembrava stesse osservandola da parecchio, fermo accanto alla barriera di corallo, Lilia sentendo il cuore mancarle di un battito nell’incrociare i suoi meravigliosi occhi azzurri capaci di frugarle nell’anima,  arrossì di botto.

“Il mio nome è Gundar. Bellissima principessa dalla coda blu del regno di Stella Maris!” si presentò lui con accento straniero, chinandosi a baciarle la mano “E sono il principe del lontano Regno della Acque Germane” le spiegò.

“Purtroppo i miei tanti impegni e i numerosi viaggi imposti dal mio protocollo, mi hanno costretto ad affrontare in quest’ultimo periodo molteplici imprese in giro per i mari, impedendomi di giungere prima al vostro cospetto!” si giustificò lui con fare afflitto.

“E anche se al mio orecchio era giunto l’eco della vostra bellezza e la possibilità di poter divenire vostro sposo, ho dovuto attendere fino a questa notte prima di poter giungere nel vostro regno” sospirò.

E guardandola con occhi dolcissimi la lusingò “Ma niente e nessuno avrebbero potuto farmi desistere  dall’intento di fare la vostra conoscenza! E nonostante questo orario possa sembrare poco consono alle visite e la mia presentazione possa apparirvi alquanto inusuale, il mio cuore resta carico di speranze!”

E porgendole una rosa marina dai petali contornati d’oro piegò la sua coda in una lunga riverenza “Perché siete ancora più bella di quanto si dice, principessa!” le sussurrò dolcemente col piglio dell’adorabile canaglia.

E Lilia con le guance in fiamme sorrise a quelle parole, sicura di aver finalmente trovato in lui il suo futuro sposo, dimentica all’istante della festa e di quant’altro avesse riempito fino a pochi istanti prima tutti i suoi pensieri.  

E assistendo a quella scena col cuore a pezzi Teti – che l’aveva seguita preoccupato dello stizzo d’ira con cui l’aveva vista correre via tanto velocemente – per accertarsi che non corresse alcun pericolo. Lui, soltanto un povero fantasma che nulla aveva da offrire ad una giovane principessa tanto bella per assicurarle un futuro felice, comprendendo all’istante la verità del suo cuore innamorato, chinò il capo nascondendo dentro il mantello le proprie lacrime.

All’indomani la balia appresa la meravigliosa notizia fece subito suonare a festa le campane, e correndo da una camera all’altra della Reggia divorando le scale all’impazzata coi suoi tentacoli, piovra ancora agile e scattante nonostante la veneranda età, diede subito inizio ai preparativi di quello che sarebbe dovuto passare alla storia come il matrimonio più fastoso del secolo.

E chiamando presso il castello a prestare la propria opera tutte le sarte, i fioristi, i paggi, i pasticceri e cuochi più esperti dei sette mari, chiese loro di preparare una cerimonia nuziale fra le più ricche e sfarzose mai viste, entro un mese a partire da quella data.

E Lilia completamente presa dal suo principe, divorata dal fuoco del suo primo amore, cominciò sin da subito a non avere più occhi che per il suo amato, trascorrendo intere giornate impegnata in allegre feste, romantiche cene e balli organizzati in suo onore,  dimenticando tutto il resto.

Compresa la sua amata soffitta, dove non aveva più sentito il bisogno di salire  per scambiare le solite chiacchiere col suo spettrale compagno, stanca com’era ogni notte dopo gli impegni mondani che la vedevano accanto a Gundar sempre meravigliosa e raggiante.

E giorno dopo giorno, ballo dopo ballo, notte dopo notte, risa dopo risa,  giunse velocemente la data delle nozze.

Radiosa ed emozionata la sera delle vigilia, Lilia col cuore in gola congedandosi dal suo futuro sposo, promettendogli eterno amore  stringendogli per l’ultima volta le mani prima di divenire sua moglie, lo seguì con lo sguardo finché lui sparì all’orizzonte diretto per l’ultima volta verso il castello, che avrebbe lasciato all’indomani per divenire il re di Stella Maris.

E infilandosi sotto le calde coltri, felice come non mai, udendo di colpo due timidi  tocchi schioccati contro la porta della sua camera, si levò confusa col cuore a mille.

“Posso entrare?” chiese debolmente una voce all’improvviso, sorprendendola mentre stava per chiudere gli occhi.

E lei riconoscendo in quel sussurro il suo caro compagno,  balzò dal letto festante “Entra pure!”

E oltrepassando timidamente la porta il fantasma avanzò nella stanza con fare dimesso, porgendole un piccolo fiore di carta “Ci tenevo che tu ricevessi anche il mio regalo!” balbettò “E’ poca cosa ma l’ho fatto con le mie mani pensando  a te!”

Sorridendo a quel dono lei batté le mani entusiasta “Grazie di essere venuto Teti! Con tutto quello che ho avuto da fare in questo periodo, avevo finito col dimenticarmi anche di te!” si scusò.

“Avevi ragione tu sai? Io avevo troppa fretta, ma il tempo invece aggiusta sempre tutte le cose!” le confessò la giovane sirena rigirando fra le dita il lungo stelo del suo regalo.

E lui sorridendo a quelle parole annuì “Auguri allora … e spero che il mio dono ti piaccia!”  le disse sparendo senza aspettare risposta, lasciandole tutto il tempo per dormire.

E salutandolo con calore lei chiuse gli occhi serena.

(Continua …) 

Monica Fiorentino

Published in: on dicembre 29, 2009 at 7:49 am  Lascia un commento  
Tags: , , ,

The URI to TrackBack this entry is: https://lilithf.wordpress.com/2009/12/29/la-sirena-blu-ed-il-fantasma-dei-mari-prima-parte/trackback/

RSS feed for comments on this post.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: