La sirena blu e il fantasma dei mari Seconda Parte

L’indomani tutto si presentò perfetto fin dalle prime ore: il mare una tavola blu placido e luminoso, il sole dall’alto stupendo, ad irradiare col caleidoscopio della sua luce i fondali, gli anemoni tutti in boccio a colorare con le loro cangianti tinte l’aria intorno, e tutte le specie marine in parata ad attendere i due sposi con parole di lode e augurio sulle labbra, felici.

Tutto assoluto, tutto meraviglioso.

E Lilia  nel vedere Gundar ancora più bello nell’abito scuro della festa, sentì il cuore batterle a mille in gola, arrossendo graziosamente come la più romantica delle spose, piena di meravigliosi progetti per il loro futuro.

Ma mentre la cerimonia era al suo culmine e il principe stava lentamente infilando al dito della sua amata l’anello simbolo dell’amore eterno che li avrebbe legati per sempre, di colpo fra gli applausi generali degli ospiti e il rullare allegro di code variopinte e pinne entusiaste e commosse, un grosso delfino oscurò con la sua ombra l’allegra atmosfera stagliandosi fra gli invitati.

 “Principe Gundar! Principe Gundar! Scusate se mi permetto di fermare la vostra cerimonia! Ma sono qui per porgervi una richiesta d’aiuto urgentissima!” spiegò il poverino affannato.

“L’Esercito Scuro della perfida balena megattera Nera all’alba ha dichiarato guerra a tutte le specie marine, e le sue truppe hanno preso ad avanzare distruggendo tutto quanto si trovi ad ostacolare la loro avanzata, senza risparmiare niente e nessuno! C’è bisogno che ogni sovrano torni al proprio regno e prepari il suo esercito migliore …”

Ma zittendo di colpo il pesce, il principe levò in alto la mano destra furioso “Che nessuno si muova di qui!” comandò.

 “Oggi è il giorno del mio matrimonio e non accetto che avvengano incidenti in questa data! L’Esercito Scuro è sempre stato un misero drappello composto da creature belligeranti e arroganti, ma anche estremamente stolte e poco inclini al corretto uso delle armi! Che agiscano come meglio credono, noi non ci muoveremo! Che vengano chiamati in causa gli Elementi a contrastare la loro armata! Idra lo spirito forte dell’Acqua e Gea lo spirito savio della Terra con la loro potenza sapranno bene come comportarsi ed Eolo lo spirito dell’Aria tanto intelligente quanto scaltro, saprà come affiancarle di conseguenza! Che preparino anche un  bel maremoto se lo ritengono necessario!”

Lilia guardando a quelle parole il suo futuro sposo con occhi sbarrati, sentì il cuore mancarle di un battito, mentre attorno il brusio di disapprovazione dei presenti diveniva sempre più forte, senza che nessuno avesse il coraggio di muoversi.

“Come poteva pensare davvero quelle cose!” rifletté stravolta la sirena stringendo fra le mani il suo bouquet di alghe con livore, pensando a quanto avesse desiderato sposare quella creatura, sentendo il suo cuore frantumarsi in mille pezzi.

E scorgendo di colpo fra il trambusto generale, la figura di Teti farsi strada in un vortice di bolle fra gli ospiti, attraversando di volata tavoli e festoni, lasciata la Torre per correre in aiuto del popolo marino mettendo a repentaglio la sua stessa vita,  sentì incontrollabile il desiderio di piangere.

“Non posso restare impassibile allo scempio che si sta così arbitrariamente compiendo ai danni di gente tanto pacifica e giusta!” gettò di un fiato lo spettro che solo la sirena era capace di vedere.

“Bisogna che si faccia qualcosa prima che quei mostri distruggano ogni cosa, falcidiando vite innocenti! ” l’esortò lui.

E a quelle parole sincere,  strappandosi con un solo colpo il lunghissimo velo bianco, la principessa di Stella Maris lo seguì fra le urla collettive.

“Come ti permetti di rovinare la mia festa, sposa ingrata!”  la rimproverò lui a quel gesto, con modi bruschi e violenti.

E salendo piccato sul suo cavalluccio marino bardato a festa,  le diede le spalle furente “Cosa credi? Ne troverò altre cento di spose come te, anzi sicuramente più dolci e più  belle!” urlò stizzito “Cosa potrei mai farmene di una moglie che non mi è complice?”

E negando definitivamente il suo aiuto nella battaglia contro il nemico, Gundar lasciò che le truppe se la sbrigassero da sole, capeggiate da una mano fantasma.

E in quella che sarebbe passata alla storia come la guerra più sanguinosa mai consumatasi lungo tutti i sette mari, non furono risparmiati colpi di ogni tipo e genere, leciti o illeciti che fossero, scagliati da sofisticate armi quanto da strumenti bellici di fortuna, utilizzati con coraggio e destrezza da tutti coloro i quali presero spontaneamente parte alla lotta.

L’Esercito Scuro composto dalla Nascita dei Mari da un illimitato numero di  mercenari e creature maligne  d’ogni specie e razza, al soldo della perfida balena megattera Nera, capace di qualsiasi genere di bassezza pur di appropriarsi indebitamente di ciò che desiderava, per assoggettarlo al proprio volere e sfruttarne le risorse estendendo i suoi domini illecitamente, trovatisi di colpo in numero nettamente inferiore rispetto ai partecipanti alla guerriglia, furono presto decimati.

E Lilia scesa in campo con pugno fermo e sguardo fiero, senza  permettere una sola volta alla sua mano di tremare e alla propria voce di spezzarsi lungo tutta la durata della battaglia, guidò il suo esercito fino al trionfo sostenuta dal fedele compagno fantasma, senza paura.

E quando terminata la lotta sfinita e ansante, con addosso soltanto i brandelli lerci del suo bel vestito bianco, il viso inzaccherato di renella e i capelli sciolti incollati sulle spalle, la principessa guerriera contemplò attorno il ritorno della pace fra le truppe spossate, scorgendo Teti in un cantuccio medicarsi da solo le sue ferite, sentì di colpo una luce calda trapassarle il cuore e radunando tutti attorno a se, si scusò  chiedendo ad ognuno singolarmente perdono per il suo errore.

 “Solo adesso capisco cosa è l’amore. E vi chiedo assoluzione se come principessa stavo per arrecarvi un grave danno!” si giustificò malcelando i singhiozzi.

E Teti fissandola in viso a quell’affermazione, comprendendo quanto quelle parole fossero rivolte a lui, sollevando fiero il capo arrossì violentemente.

Il tempo aggiusta tutte le cose, capirono realmente entrambi solo quella notte. E passeggiando insieme lentamente fra le rovine del loro Regno tutto da ricostruire, avvolti  dai bagliori argentei che il chiaro di luna rifletteva sulle onde del mare scendendo a fendere col suo incanto il cuore dell’oceano, si scoprirono per la prima volta innamorati l’uno dell’altra, uniti dall’incantesimo del loro primo bacio come da una magia impossibile da spiegare solo con le parole.

E la giovane sirena scusandosi col dolcissimo amato per averlo messo da parte, e non aver veduto prima oltre il suo naso il significato vero della parola Felicità, si abbandonò fra le sue braccia raggiante.

All’indomani un nuovo matrimonio fu proclamato alla corte di Stella Maris e Teti mostrandosi per quello che era senza timore, un semplice fantasma dei mari vestito di stracci  capace di far battere il cuore della dolce sirena di vero amore, giurò solennemente al popolo che avrebbe amato la loro principessa rendendola felice ogni istante.

Ed insieme vissero per sempre  felici e contenti.

 

LE  LEGGENDE  DEI  MARI

Le leggende dei mari rappresentano una tipologia molto particolare di racconto, in cui il reale si fonde col fantastico, creando un percorso adatto a far costruire al lettore, attraverso l’utilizzo della fantasia il proprio mondo interiore.

Sviluppatasi inizialmente in forma orale, l’arte di narrare  leggende legate al vasto mondo marino, con tutta la varietà delle sue specie e l’incantevole bagaglio dei suoi misteri, rappresenta da secoli l’introduzione a mondi incantati dove  tutto è possibile, imprevedibile e mai scontato.

Il luogo caratteristico: il mare, dove il reale è fantasia e fantastica è la realtà, dove l’imprevisto diventa determinante e dove l’immaginario regala la possibilità di comprendere situazioni nuove, di riflettere, favorire scelte prendendo decisioni e delineando percorsi evolutivi.

Le leggende dei mari: per antonomasia il collegamento adulti/bambini/ragazzi, di struttura semplice e diretta, consente di passare dall’una all’atra realtà senza limiti, vincoli e pregiudizi.

 Monica Fiorentino

 

Published in: on dicembre 29, 2009 at 8:00 am  Lascia un commento  
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