Loris il drago dei mari

C’era una volta lungo le sponde del bellissimo Regno di Verdemaris, uno stupendo drago dagli occhi viola di  nome Loris.

Guardiano delle coste, altero e fiero, dal carattere forte e coraggioso, altruista di natura, creatura nobile e idealista, superbo nella sua imponente corporatura squamata di una cangiante tonalità acquamarina e un bel paio di corna appuntite sulla fronte lucenti e aguzze. Munito di due splendide ali  tornite e leggere adatte al volo a pelo d’acqua, l’animale viveva felicemente proteggendo le proprie rive dagli attacchi nemici con astuzia e cuore impavido.

Sempre pronto a guardia dei suoi lidi a riportare la pace in caso di aggressione da parte di qualche flotta di loschi balordi, o a sedare in caso di necessità le mira meschine di truppe di pirati senza scrupoli capaci di qualsiasi genere di malvagità pur di estendere a loro piacimento i propri domini.

Attento e guardingo a custodia dei meravigliosi flutti del suo Regno, vigile custode notturno, prode condottiero diurno.

Animo guerriero, audace  e valoroso.

E desideroso di migliorarsi e raggiungere livelli di bravura sempre maggiori, Loris cullava in fondo al  proprio cuore un grande sogno: poter divenire un giorno un drago sputafuoco talmente potente da essere in grado col suo soffio, in caso di emergenza, di fare indietreggiare qualsiasi bastimento nemico, facendo ribollire il bacino intero dei mari.

Stratega scaltro e astuto.

Sostenuto e spronato in questo suo desiderio sin dalla nascita, dalla bella Cassandra, fantasma delle acque di Verdemaris, un tempo dolcissima fanciulla del Regno di Rocciascura, uccisa in circostanze misteriose  e scaraventata in mare subito dopo il delitto – divenendo così uno spirito marino – che conosciuto il drago dei mari ancora cucciolo non si era mai più separata da lui, seguendolo durante i suoi faticosi  allenamenti e i lunghi e spossanti gorgheggi atti a rinforzare il gettito delle sue fiamme, incoraggiandolo nei suoi sogni.

“Perché i desideri si nutrono di sacrificio, di costanza, di sudore, di illusione e di tanta, tanta purezza!” lo imbottava sempre Cassandra, creatura fantasma saggia e accorta.

E lui lavorando ogni giorno di gola e di petto, raggiungendo ogni sera quello sbuffo in più, faceva vivere il suo sogno con  forza sempre maggiore, pronto a tutto pur di coronare la sua più grande aspirazione.

 Ma un giorno il perfido Ego, spirito potente e perverso dalla lunga veste d’oro e d’argento, creatura avida e malvagia, affamata di nutrirsi di sogni altrui, scorgendo di lontano il giovane Loris oltremodo affaticato e stanco prendere fiato in solitudine nei pressi di una cava abbondata, individuando in lui la prossima preda, avvicinandosi con parole ammaliatrici, gli porse un filtro fumante squadrandolo con dolcezza infinita “Prendi questo giovane drago! Vedrai che ti aiuterà a recuperare le energie e ridarti tutta la  forza necessaria per realizzare il tuo desiderio! Ne hai bisogno!”

E Loris felice di ricevere  proprio in quel momento un aiuto tanto insperato, accecato di gioia, accettò all’istante il suo aiuto benevolo, senza farselo ripetere due volte “Ma tu chi sei, che sembri già conoscermi da una vita?”

“Io sono Sogno, caro drago dei mari! E considerato tutto quello che tu hai  fatto  per me in questi anni, nutrendomi con la tua tenacia e la limpidezza del tuo cuore, sono corso subito in tuo aiuto non appena ti ho scorto così boccheggiante!” accompagnò con un sorriso sornione la sua esternazione, il mostro.

E Loris allungando la zampa palmata per prendere la mistura e portarla dolcemente alle labbra, chinando il capo dinanzi a lui in segno di riconoscenza lo ringraziò con tutto il cuore per il suo avvento tanto provvidenziale, felice di fare la sua conoscenza in modo tanto speciale.

Ma udendo di colpo a quel gesto, una voce familiare alle sue spalle ammonirlo prontamente di fermarsi, bloccando la boccetta a mezz’aria si voltò di scatto oltremodo spaventato.

“No! Non berlo! Ti ucciderà! In questo momento i  tuoi occhi  sono troppo accecati dai tuoi stessi desideri per darti una visione chiara della vera identità di colui che ti è di fronte! Hai una concezione troppo distorta della realtà per poter vedere lucidamente oltre le apparenze! Fermati!”

E a quelle parole Loris puntando incredulo lo sguardo in quello di Cassandra, che fiutato il pericolo era accorsa a salvarlo, unica creatura in grado di riconoscere il perfido spirito sotto tutte le sue vesti e dietro tutte le sue maschere, chiedendole spiegazioni scosse il capo stranito.

“Colui che hai davanti non è Sogno, spirito buono e sincero, ma Ego, spirito malvagio!” l’ammonì il fantasma avanzando furente nella sua veste evanescente, calpestando a grandi falcate il terreno con rabbia “Come puoi credere che lui sia Sogno? Il vero spirito del Sogno veste di poco, mai d’oro e d’argento, si nutre di semplicità non come Ego che davanti a te non riesci neppure a riconoscere! E da cui ti stai facendo abbindolare pur di raggiungere i tuoi scopi, perdendo di vista ciò che conta realmente per realizzarli!”

E Loris sconvolto a quelle truci parole, assistendo di colpo all’esplosione del malvagio – ormai scoperto – in mille bagliori di luci, conscio dei suoi errori, piegò il capo contrito.

“Che questo ti serva di lezione!” lo ammonì a quella scena, la dolce Cassandra fiera della giusta fine del maligno.

“Che questo ti faccia capire quanto sia sbagliato fare dei propri sogni un incubo, tramutando ciò che è buono in un’arma a doppio taglio, con la fretta e la meschinità!” tossì.

E  lui pentito, levando i suoi bellissimi occhi viola in quelli di lei, soffocando per la prima volta la vergogna, col cuore a mille le balbettò intimidito “Se non ci fossi stata tu! … perdonami Cassandra!”

E inghiottendo il resto delle parole, incapace di aprirle i nodi del  suo cuore, offrendole il proprio dorso come supporto per tornare ai loro mari, la pregò con lo sguardo di restare al suo fianco.

E lei salendogli in groppa, con le guance in fiamme gli  sorrise di gioia senza aggiungere altro, parlandogli col muto linguaggio del cuore.

Insieme ripresero gli allenamenti, affrontarono lotte interne e guerriglie straniere, difendendo strenuamente le loro terre con audacia e scaltrezza, crescendo ed evolvendosi giorno per giorno con fatica e sudore, passo dopo passo, gesto dopo gesto, contando l’uno sull’altra, centellinando i progressi e facendo tesoro degli errori con tenacia e caparbietà.

Orgogliosi e fieri dei loro sforzi sinceri e puliti.

E una notte udendo di botto avvicinarsi di lontano il fragore di cannoni nemici, Loris levandosi di soprassalto dal letto di alghe dove era solito trovare rifugio ogni giorno al calar delle tenebre, percependo dentro di sé una nuova energia dargli la carica, in preda ad un brutto presentimento, aprendo le ali si levò in volo a testa alta.

Assaliti a tradimento dalle milizie della pirateria nera dei sette mari, scesi in acqua col favore delle tenebre, gli abitanti di Verdemaris colti di sorpresa, si erano destati di sobbalzo nelle loro case a suon di mortaio e stringendo prontamente il ferro sottobraccio erano scesi in campo a difesa delle proprie sponde con passo fermo, e il drago unendosi a loro si gettò dall’alto nella mischia a muso duro.

Ma la bestia riconoscendo dopo poche battute la sua gente soccombere a velocità allarmante – minori di numero e di forze – sotto i pesanti colpi dell’artiglieria avversaria che senza tregua avevano preso ad incenerire ogni cosa, distribuendo gratuitamente morte e distruzione, furioso, percependo di colpo a quella vista ribollire nel proprio petto per la prima volta una brace ardente mai provata prima, cruenta e insostenibile, il dragone eruttando d’istinto dalle sue fauci un’enorme sfera di fuoco con forza straordinaria, riuscì in un attimo a colpire al cuore la nave, trasformandola in un’enorme braciere ardente, portando in ebollizione il mare intero.

 Eseguendo alla perfezione quello schema scritto da sempre dentro di sé, ma a cui non aveva mai saputo dare voce in precedenza.

E le truppe nemiche colte alla sprovvista, atterrite dinanzi ad un tale stato di calamità naturale mai veduto in precedenza in tanti secoli di attività corsara, sfondati nel ventre del proprio armamento, cercando la loro unica salvezza nella ritirata, invertendo di filata la rotta – con quel che restava delle  loro vele – lasciarono Verdemaris all’istante, piegata ma in buona parte ancora sana e salva.

E quando ormai sicuro della vittoria, pesto e sanguinante, il primo pensiero del drago volò alla sua amata Cassandra, cercando con lo sguardo il suo viso tra il fumo e le ceneri, incrociando di colpo la sua figura china sul terreno di battaglia coi suoi lunghi capelli scarmigliati, la veste logora e la fionda ancora piena di munizioni stretta in pugno, trovando nelle sue iridi la risposta a tutte le sue fatiche, ridendo di gioia le si lanciò incontro rifugiando il proprio muso fumante contro il suo petto con tenerezza infinita.

“Ci sei riuscito Loris! Ci sei riuscito! Ci hai salvato!” lo strinse al cuore lo spirito raggiante, godendosi il suo abbraccio.

E facendosi sorprendere insieme dal nascere di quella prima timida aurora di pace –  portatrice di requie e di silenzio –  i due sedettero esausti sulle rovine del loro Regno pronti a ricostruirlo daccapo pezzo per pezzo, con forza e tenacia ancora maggiore.

E la dolce Cassandra voltandosi verso il giovane drago riconoscendo nei suoi occhi la veridicità dei propri sentimenti, chinando con trasporto la sua testa sulla spalla ruvida e crostosa di lui promettendogli eterno amore, trovò pronta ad attenderla un bene altrettanto profondo.

E da allora vissero per sempre felici e contenti.

Il drago dei mari

I Draghi marini o Serpenti marini sono creature fantastiche presenti nella mitologia, che vengono rappresentate secondo due diverse tipologie: senza arti né ali che vivono in acqua, come si può evincere dal nome, nuotano tenendo la testa crestata alta, e varie spire emergono dai flutti dietro di essi.

Oppure con ali molto piccole rispetto ai draghi di terra o d’aria, con arti palmati e che vivono prevalentemente all’interno di cave o sopra rocce diroccate.

Uno dei più famosi draghi marini è quello riportato sulla mappa della Scandinavia di Olaus Magnus nel 1539: lungo 60 metri, che si avvolge attorno ad una nave con un marinaio nelle fauci.

Tali mostri marini sono stati avvistati sia nei mari del Nord che nell’Atlantico, ma anche nei laghi scozzesi ed in altre parti del globo.

 Monica Fiorentino

 

Published in: on dicembre 26, 2009 at 9:04 am  Lascia un commento  
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