Il grande sogno di Xantio – Prima parte

Quando una morbida palla lo colpì d’improvviso dietro la testa, Xantio sobbalzò strappato ai suoi pensieri e si levò subito nervosamente in piedi, conscio dell’autore di quel gesto che lo faceva sempre andare su tutte le furie, ma in cui immancabilmente cascava ogni volta.

Pestando con fare irato il morbido suolo su cui era stato seduto poco prima, cercò con l’istinto la direzione da cui era partito l’oggetto e anche se tutto sembrava all’apparenza tranquillo  sapeva bene che una mano si celava molto vicina, conosceva bene quel tipo di scherzi, quel rituale goliardico che sempre teneva Emy rendendolo la sua vittima prediletta, e scuotendo dalle sue lunghe ali bianche i residui della palla di nuvola Xantio strinse i pugni piccato “Emy so che sei nascosto qui intorno comportati da vero Angelo, tira fuori il fegato e materializzati qui per favore…”

L’eco di una risatina sommessa gli fece capire subito dov’era nascosto l’amico e con un balzo fulmineo, senza dargli l’agio di intuire la sua mossa e di riflesso prevenirla, gli fu addosso bloccandolo al suolo dietro la colonna Est dove si era rifugiato per spiarlo.

Ridendo a crepapelle senza avvedersi più di nascondere la sua ilarità ormai costretto con le braccia piegate all’indietro, bloccata l’apertura alare sotto il peso  del compagno Emy lo apostrofò di getto “ Xantio… sembravi proprio un’Angioletta, così immersa romanticamente nei tuoi pensieri profondi e poi… puah, diritto dietro la nuca e la tua testa è rimbalzata come quella di un pagliaccio a molla… ahahah”

Seppure furibondo la risata di Emy contagiò anche lui e abbandonandosi al riso  pensando  all’immagine  di  se  stesso che poco prima aveva dato, Xantio lasciò la presa e si rotolò con lui nel candore delle nuvole, ridendo e scalciando, scacciandosi e riabbracciandosi a ripetizione fino alle lacrime, fino allo sfinimento, restando senza fiato a pancia in su ansanti.

Davvero poco ortodosso per due Angeli ormai sedicenni come loro un comportamento simile, pensarono entrambi all’unisono. Ma cessati anche gli ultimi scossoni si scoprirono a guardare uno nella direzione opposta all’altro.

Il silenzio cadde come un macigno e la voce tremula di Emy, suonò all’orecchio di Xantio come un eco lugubre e lontano “Pensavi a lei vero?” gli chiese semplicemente, ma per lui il colpo da incassare era davvero duro.

 Tenendo la guancia premuta contro il fresco delle nuvole lui fece cenno di si col capo. Non avrebbe dovuto vergognarsi in fondo di ciò che provava, negare i propri pensieri era sbagliato, la tentazione di una bugia certo era forte, ma di sicuro ingiusta. Voleva bene ad Emy, molto, e nella vita ci sono solo due strade la verità e la bugia e nel loro rapporto lui aveva scelto la verità per non crearsi insieme un cammino di morbosi alti e bassi, rinunce e ripensamenti dell’ultima ora.

A quella risposta Emy si levò di scatto pronto a volare via ma Xantio lo afferrò per un braccio “Non evitarmi di prego…”

La Creatura scosse la testa senza guardarlo negli occhi “Il punto è che non ti capisco…” resistendo alla voglia di stringerlo forte a sé dinanzi a quelle parole tanto dolorose Xantio inghiottì a vuoto “Se tu solo volessi, potresti capirmi benissimo, ma tu vuoi vedere le cose soltanto secondo il tuo metro di misura, ignorando il mio…”

Stoppandogli in bocca il resto delle parole Emy si difese “ Tu ti diverti a complicarti la vita, desideri solo quello che  è  più difficile  da ottenere, ti piacciono le vie più complicate, i traguardi più impervi e poi via…che nessuno provi a pararsi sul tuo cammino e a farti ragionare, tutto fiato sprecato”

Sapendo cosa si celasse dietro quelle parole dure come sassi, dietro quell’aria truce a quel sarcasmo Xantio chinò il capo senza rispondere, Emy gli voleva un bene dell’anima e il pensiero di una loro separazione lo feriva enormemente. Cercando di controllarsi l’Angelo riprese la difensiva “Non credi che anche io stia soffrendo? … che separarmi da te mi spezza in due?”

Aprendo di botto le ali lui strinse i pugni con odio latente “No non ci credo, perché tu potresti evitare tutto questo ma non lo vuoi fare,  Talia per te è più importante di tutto, un Essere Umano per te vale più di qualsiasi altra cosa … e cosa dovrei pensare?”

Parole trite e ritrite che Emy ormai gli aveva scagliato contro un’infinità di volte “Talia qui in cielo lo sanno tutti è un caso difficilissimo, ha già cambiato cinque Angeli a soli venti anni, e Seb il suo ultimo protettore non fa che pregare Dio di togliergli il compito e affidarlo ad un altro più forte, e tu invece cosa vuoi?! Correre al suo fianco, sfidare le Regole e lasciare i tuoi studi incompleti pur di essere il suo Custode… lasciare tutto e tutti, metterti in discussione e poi perché? E’ questo che non accetto!”

Di ghiaccio dinanzi alla furia del compagno Xantio tacque, erano due Angeli ancora apprendisti aveva ragione, ma lui voleva prendersi cura di Talia a ogni costo e glielo aveva confidato aprendogli il suo cuore, ma Emy non l’aveva compreso.

 Il suo non era un capriccio né una sfida, si era interrogato a fondo, mettendo in  gioco  se  stesso  comprendendo a sue spese che quello era il suo fuoco, con tutti i suoi pro ed i suoi contro, con tutta l’inesperienza e l’ingenuità con cui era pronto ad affrontarlo e viverlo.

Emy volò senza un saluto e chiudendo gli occhi Xantio ricercò con la memoria le immagini del loro primo vagito, latte entrambi dalla stessa nuvola, la paura del loro primo volo mano nella mano, le lunghe ore di studio trascorsi piegati sulla Bibbia e sentì ancora la dolcezza di quel tempo.

Ascoltare la voce  di Emy o la sua che gli veniva da dentro? Cosa scegliere? E soprattutto perché essere costretti a scegliere se entrambi  significavano la felicità?

Ma lui aveva un sogno, Emy no.

 

 LA CONFESSIONE

 

Molti in Paradiso sapevano delle sue intenzioni e altrettanti lo biasimavano, ma a Xantio i commenti altrui poco importavano, era sicuro di sé e se tergiversava oltre era solo perché voleva dare ad Emy tempo per capire e per chiarirsi, anche se diveniva  giorno dopo giorno più difficile.

E dopo quell’ennesima discussione l’Angelo decise quella mattina  di marinare le Lezioni e dirigersi invece da S.Pietro il detentore delle Sacre Chiavi che permettevano l’apertura delle Porte fra Cielo e Terra per parlargli.

Aspettare ancora per illudersi in una partenza pacifica non avrebbe significato altro che prolungare una reciproca sofferenza, ed a certi mali è meglio imparare a dire subito di no, affinché crogiolandosi nel dubbio la tentazione di scegliere la soluzione più facile anche se  ingiusta, non abbia il sopravvento.

Trovò il Santo intento a registrare nel Grande Libro gli ultimi arrivi e i prossimi orari di apertura e per un attimo il cuore gli si bloccò in petto. Levando gli occhi S.Pietro studiò la figura della Creatura riconoscendolo ormai un adolescente, in quel corpo dai fianchi stretti e le spalle ben modellate “Salve Xantio le lezioni finiscono così presto adesso?” gli chiese lui riabbassando gli occhi e riprendendo nella sua centenaria saggezza il suo operato, fingendosi indifferente alla sua venuta.

L’Angelo sapeva bene quanto affetto nutrisse per lui il Santo che durante l’infanzia era stato prodigo di punizioni e di ramanzine verso i giochi talvolta poco ortodossi che lui ed Emy intraprendevano, combinando spesso golose marachelle e ricevendo bei castighi.

Dunque non indietreggiò dinanzi a quella sua finta area burbera “In verità oggi non sono andato a lezione… volevo parlarvi Altissimo, per questo sono venuto qui”

Notando con quanta fatica lui avesse proferito quella frase, rosso in volto e affannato, la sacra  Creatura levò gli occhi dal foglio “Saresti potuto venire dopo la scuola, non credo che questo tuo atteggiamento a S.Scolastica risulti giustificabile. I Dieci Comandamenti sono un Testo Sacro che merita molta attenzione e lunghe ore di studio”

Xantio sapeva bene che una sgridata gli sarebbe toccata di certo, ed incassando chinò lo sguardo sul lungo saio del Santo cercando un po’ di coraggio per ribattere “Avete ragione ma io non potevo più aspettare, non volevo più rimandare, vedete… io devo dar voce al mio pensiero subito perché per troppo tempo l’ho già tenuto nel silenzio” con un tonfo sordo la mano del Santo chiuse il Testo riempiendo l’aria di polvere vecchia e sospirando a fondo lui annuì col capo “Sai bene quanto a me sia dato di sapere di tutto e tutti, nulla a me sfugge, niente  mi è ignoto quindi… non tergiversando oltre, io ti dico che già sono a conoscenza dei tuoi piani e non per voci  che  circolano ormai numerose e pettegole sul tuo conto.

Dunque è per il tuo desiderio di scendere al fianco dell’Umana  Talia, a sostituzione dell’Angelo Seb che sei  qui ora, vero?”

Cercando altrove con lo sguardo, un punto infinito intorno, dove perdere la propria paura e catalizzare il proprio coraggio Xantio annuì “Rischio di non essere preso sul serio lo so, ma Venerabile Santo, io posso giurarvelo su quanto ho di più caro che credo fermamente in quello che affermo… che anche se non ho i presupposti giusti per farcela, anche se tutto sembra difficile, che non ho certezze, io voglio poter provare, lo voglio con tutte le mie forze!”

Egli sollevò le folte sopracciglia canute “Tu dimentichi che non chiedi  di   andare dietro l’angolo, ma che stai chiedendo di scendere sulla Terra per una Missione che non ti compete per cui non hai studiato, che altri prima di te hanno fallito… Xantio tu hai sedici anni, non sei più un Angioletto e io ti sto ascoltando come si ascolta una mente matura, ma credi davvero di affermare cose ragionevoli?”

L’Angelo deglutì a vuoto “Santo so bene che il mio addestramento non è ancora concluso, che ho ancora tanto da studiare che devo imparare del mio Potere ancora tante cose, che Talia è adulta, ha venti anni e secondo la Legge che dona ad ogni Umano un Angelo di cinque anni maggiore,  io non potrei accedere alla sua custodia… ma vi prego di farmi provare perché il mio unico desiderio è guidare gli uomini secondo le Regole per cui sono stato generato, indicando loro il Bene e aiutandoli nel bisogno e Talia questa strada purtroppo l’ha persa…”

Egli chiuse gli occhi longevo di secoli ed esperienze vissute, soppesando per bene le parole appena udite, poi riprese lento donando alle sue affermazioni il peso del Verbo “E credi di poter accudire Talia la cui vita tanto ti è cara, anche se sei solo un cadetto celeste?… e pensi ancora di più che io ti dia il benestare di farlo?”

Stringendo i pugni scosso dai brividi di quell’affermazione Xantio si fece avanti “Santità io possiedo il potere come Angelo, Dio nostro Signore me ne ha fatto dono per dispensare il bene, io studiando posso prenderne appieno coscienza, ma ciò non sminuisce che io comunque sia già completo e progettato per  agire secondo precisi disegni. La vera forza, quella importante è la Vita, è essa il motore centrale, ed è questo valore che io porto dentro e mi dona l’energia essenziale…”

Assentendo col capo il Santo sospirò profondo “E’    per     questo     che   vuoi  andare  da  Talia?”

Arrossendo lui annuì “Cercando la morte, il silenzio, odiando se stessa Talia offende il valore più alto e più grande che si possa possedere, per questo io voglio tentare, non ho che me stesso ma non mi sento disarmato.. io credo in lei e vorrei solo poter portare luce nel buio del dolore che l’acceca, anche se so che è difficile”

Piano S.Pietro carezzò con la nerboruta mano la copertina in pelle con fregi in lingua antica e pesò quello sfogo genuino “Vuoi scendere per caso in Terra con delle sembianze umane?” a quella domanda diretta il viso di lui si velò “No di certo Santissimo, non desidero essere altro che me stesso, Angelo sono e tale per quanto questo possa in parte essere svantaggioso voglio restare. Sono onorato dei miei natali e con essi voglio lottare e perdere se così fosse… il valore che mi muove guiderà tutto me stesso. Non voglio perseguire la strada dei miei fratelli ribelli, che per armare le loro guerriglie personali in passato hanno agito contro le Leggi intrecciando liti con Dio, io sono qui per esporre non imporre, la mia richiesta infine da Voi solo dovrà essere vagliata, per il bene certo di Talia”

Puntando gli occhi in quelli inesperti e spaventati del giovane Angelo dalla chioma scura e fluente il Santo abbozzò un sorriso bonario “Bene… dunque detto quello che dovevi, vai pure Xantio, torna ai tuoi doveri, come io ai miei”

Certo delle sue parole l’Angelo ormai accomiatato si voltò per andare e sospirò un’ultima preghiera, nascondendo al Santo le sue lacrime più calde “Io non voglio vivere lontano dal timore di Dio, sono venuto qui per aprirvi il mio cuore e l’ho fatto, amo la vita sono grato al Signore per la mia nascita e per i doni che ho avuto, amo il mio cervello, il mio cuore e la mia natura e non voglio farmi attore di stupide bravate, voglio usare la testa, se raggiungessi il mio obbiettivo adoperando vie traverse non riuscirei mai a perdonarmelo, per questo solo Vi chiedo clemenza e Vi prego per la mia richiesta…”

Senza aggiungere altro ne attendere risposta volò via così. S.Pietro nel vederlo sparire in quel suo fragile corpo ragazzo provò una morsa al cuore e strinse le mani nel suo saio.

La voce di S.Rita di spalle lo ammonì soave “Pietro devi ascoltarlo, lui forse potrebbe riuscire dove altri hanno sbagliato…”

Voltandosi verso la Santa di nero vestita, lui levò gli occhi al cielo “Rita tu sei la Santa dalle cose impossibili, tu vivi nei sogni, dici il giusto ma la ragione ben poco la adoperi, lascia a me l’arduo compito della realtà ok?” e così dicendo si allontanò con fare burbero.

 Ma sorridendo lei capì che Xantio gli era nel cuore. 

 

MAI  PER  SEMPRE

 

Aveva dato finalmente voce al suo pensiero e seduto in un angolo del Paradiso Xantio trascorreva i giorni pensando soltanto al responso del Santo.

Avrebbe voluto correre da Emy per condividere con lui quei momenti, vivere in due l’attesa, parlargli delle difficoltà e delle speranze che gli si paravano dinanzi, ma sapeva bene che non avrebbe potuto fare altro che tenersi tutto per sé. Dopo l’ultima discussione Emy sembrava  sparito e da tempo ormai non si era fatto più vivo, probabilmente aveva saputo dal vociferare pettegolo della sua visita a S.Pietro e non riusciva a perdonarglielo, e cercarlo sarebbe stato un gesto egoistico visto la possibilità ormai prossima della separazione.

A strapparlo dai quei pensieri fu la voce severa e dolce di S.Cecilia, splendida nella sua verginea veste di luce evanescente “Xantio destati e seguimi, sono venuta qui per ordine di S.Pietro, devi seguirmi, basta trascorrere i tuoi giorni a dormire e studiare, vieni pure con me e togliti quest’aria triste e svogliata di dosso”

Lasciando cadere al suolo il libro che aveva portato con sé dopo la Lezione, col cuore in gola l’Angelo la seguì certo della sua direzione.

Compiuto un tragitto breve la Santa si fermò di colpo e si voltò verso di lui levando in alto la mano destra e movendola nell’aria, facendo così apparire un cono vuoto da cui era possibile scorgere chiaramente in Terra delle case e degli alberi “Tieni questo Xantio! E’ il dossier di Talia. La tua richiesta è stata accolta, sono venuta qui per notificarti che stanotte stessa avverrà il cambio fra l’Angelo Seb e te, quella che vedi all’apertura di questo cono sarà la tua nuova casa, dove tu volevi recarti, presso la  cascina  di  lei sopra la scogliera più alta nel folto cuore della splendida vegetazione sarda”

Sgranando gli occhi a quelle parole Xantio sentì il cuore balzargli in petto “Potrei parlare con S.Pietro per ringraziarlo di mia voce?” riuscì solo a balbettare.

Dolcissima nella sua veste di Santa ancella, da tutti contemplata per la sua luce e la sua serena aura lei fece cenno di no col capo “Accetta quello che io sono venuta a dirti e basta Angelo” e così dicendo sparì nel nulla come i Santi durante le apparizioni fanno.

Il volto di Emy gli apparve in quel momento di gioia per lui,  in tutta la sua autentica drammaticità, la separazione tanto temuta era infine giunta, ma non doveva essere un momento di dolore, lui non voleva questo.

Con la forza dell’istinto Xantio cercò il battito del cuore del compagno, doveva trovarlo e parlargli subito, un altro non gli avrebbe detto le cose allo stesso modo e lui non voleva che sapesse della sua partenza in malo modo.

Adoperando il suo fiuto Xantio scoprì che Emy era a Lezione, con la mente lo intravide da solo seduto a scrivere appunti frettolosamente e d’istinto si recò ad attenderlo fuori all’aula all’aperto, dove S.Scolastica stava tenendo la spiegazione del Quarto Comandamento con dovizia di particolari.

Anche se di lontano Emy lo scorse subito e intuendo il motivo di quella venuta inaspettata, piegò il foglio e si alzò chiedendo di allontanarsi con tono discreto.

 Xantio si avvicinò a lui trepidante “E’ molto che non ci vediamo…” abbozzò per spezzare il ghiaccio. Il compagno assunse un volto impassibile “Non credo che tu sia venuto qui solo per dirmi questo, ormai non segui più i corsi da parecchio e non è un  caso  che  tu  sia  qui”

 A  quelle  parole l’Angelo scosse la testa “Non credo di sbagliare Emy se scelgo adesso di credere in me, anche se posso sembrarti un’egoista io non posso non andarmene… e visto che tu già immagini, tergiversare sarebbe inutile, si, sono venuto qui per dirti che anche se tu non mi credi io sto soffrendo perché un momento di gioia è ora per me motivo di grande cordoglio”

Scuotendo forte il capo Emy incrociò le braccia “Tu non vuoi essere un Angelo come gli altri, non vuoi seguire e terminare gli studi come tutti noi, per aspettare poi gli ordini e questo che io non tollero lo capisci?”

 Xantio ingoiò per l’ennesima volta la stessa cantilena “Studio perché devo diffondere il Bene tramite il  Potere, bene questa è un’occasione per iniziare a mettere in atto quanto ho imparato… io rispetto la Vita e voglio che anche Talia ne capisca bene il valore,  forse fallirò lo so, ma qualcuno crede già in me per avermi dato il permesso di partire e questo mi è sufficiente”

Emy chinò il capo “Da sempre, sin da quando hai iniziato a parlarmi del tuo desiderio di andare da Talia ho temuto questo momento, provavo al solo pensiero un soffocamento spasmodico…”

Asciugando sulle cosce nude i palmi sudati Xantio incassò “Emy fare progetti, credere in se stessi, sfidarsi, sacrificarsi per ciò in cui si crede significa vivere e crescere, non si può solo pensare a divertirsi è come annientarsi, per capire a fondo il gusto del Bene si deve bere dal calice del Male”

Egli strinse i pugni con stizza “Crescere è già come annientarsi”

 Xantio fece spallucce “No è accettare di vivere e respirare tutte le fasi della vita, certo si può anche rischiare di annientarsi, ed è un rischio che io però voglio correre”

Ormai erano giunti a farsi del male gratuitamente.

Gli occhi di Emy si riempirono di lacrime  e  il  compagno  gli sfiorò la guancia carezzandogli la chioma ribelle “Parto per non restare e pentirmi in eterno. In Terra mi sentirò solo senza di te, senza portare nel cuore neppure un tuo ultimo sorriso, ma restare significherebbe un giorno sentirmi ancora più solo… io rispetto ciò che stai provando e so che non riceverò la tua benedizione ora, ma dentro di me io ti saluto amico mio e ti ringrazio per tutto l’amore che provi per me”

Nel cuore di Emy c’erano tanti perché, in quello di Xantio troppe risposte.

“Questa volta sarà per sempre Xantio… non ci rivedremo mai più…vero?” frustò Emy con voce rotta, ma lui chinando il capo fece cenno di no “Mai per sempre… è una frase troppo grossa quella che hai detto, pensaci”

Respirarono all’unisono per l’ultima volta la stessa aria poi le bianche ali di lui si aprirono per portarlo in Terra.

Mentre S.Pietro dall’alto annuì col capo fiducioso.

Quell’Angelo forse ce l’avrebbe fatta con Talia o almeno, a dispetto degli altri ci avrebbe impiegato se stesso per riuscirci.

  Continua …

 Monica Fiorentino

 

 

Published in: on dicembre 17, 2009 at 10:11 am  Lascia un commento  
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