Said il leone bianco

C’era una volta nella lontana Foresta di Acquascura un giovane leone dal pelo bianco e gli occhi di una cangiante tonalità viola scuro, di nome Said.

Unico figlio del defunto re Sira, creatura fiera e coraggiosa, era stato lui alla sua morte a prenderne il posto con ogni onore e gloria.

E salutato da tutta la Foresta con rispetto e stima infiniti, aveva iniziato sin da subito a vivere per il suo popolo, pronto a compiere qualsiasi sacrificio pur di vederlo proliferare nella pace e nella tranquillità più assoluta al riparo da ogni male, sempre attento che nulla e nessuno venisse a turbarne la  serenità e a comprometterne in qualche modo la naturale catena ciclica biologica, regnante deciso e risoluto.

Sempre all’erta e disponibile con tutti i suoi sudditi, attento ad ascoltare i loro problemi con orecchio teso e cuore vigile, pronto a donare a chi ne avesse avuto bisogno una parola buona e un gesto rassicurante.

Sovrano forte e valoroso, ricco di virtù e di qualità, a cui però mancava tuttavia ancora una cosa – piccolo principe divenuto ormai un Re – per potersi definire davvero completo: una giusta compagna che al suo fianco rendesse la sua vita speciale.

“Sei in età adulta e dovresti pensarci con più serietà!” non faceva altro che ripetergli lo spirito della saggia civetta Zaira, anima della Selva – assassinata dalla mano dell’uomo in circostanze misteriose e divenuta la guida della Foresta – la quale, raccolto il leone ancora cucciolo dopo la prematura morte della regina sua madre, l’aveva cresciuto con amore e dedizione infinita, vegliando su di lui dall’alto della sua quercia, giorno per giorno, fino a farlo divenire un leone adulto forte e responsabile.

Il quale però non sembrava voler prendere giudiziosamente a cuore l’impegno di costruirsi una famiglia solamente sua, che rappresentasse una base stabile per tutte le altre creature della Foresta, che in lui avevano bisogno di riconoscere un punto stabile e un buon esempio da seguire.

E perennemente triste nel vedere il proprio figlioccio ritirarsi ogni notte da solo nella propria grotta al calare delle tenebre, ramingo e solitario, non faceva che ripetergli la stessa cantilena ad ogni crepuscolo “Dovresti fare qualcosa per trovare una compagnia adatta a te! Giusta e fedele!” lo imbottava a becco serrato “Ma con più impegno!”

“E magari innamoramene!” le rispondeva lui sarcasticamente a tono. Creatura romantica e sognatrice incapace di scendere a compromessi con se stesso, per assicurare attraverso una compagna prescelta ‘qualcosa’ di utile alla Selva, ma privo di sentimenti.

“Potremmo dare una Festa!” esordì all’ennesimo tramonto lo spirito, battendo le ali raggiante “Domani sorge in cielo la Luna Nuova! Potremmo chiamare a raccolta tutte le giovani leonesse dei dintorni e farti scegliere fra loro!” gonfiò il petto compita “Colei che tra tutte riuscirà a stupirti, portandoti il dono più ricco, dimostrando così di aver compreso appieno il tuo vero valore, potrà divenire la tua consorte!”

E facendo spallucce a quella che gli sembrava una proposta alquanto ragionevole, il leone frustando con la coda l’aria intorno, annuì bonariamente, più per accontentare la creatura che si era insignita al ruolo di sua seconda madre, che perché credesse realmente alla cosa.

La notte seguente furono tantissime le candidate giunte da ogni dove, a presentarsi sull’altura più impervia della roccia di Acquascura portando con sè ognuna un dono speciale, e Said fronteggiandole tutte con estrema dolcezza e massima delicatezza, salutandole con calore ognuna, lasciò che si presentassero una ad una.

La prima, bellissima, dai cangianti colori del sole bruciato sorridendo affabilmente, offrì al suo Re una corona di fiori selvatici dalle tinte incantevoli “Perché in queste Terre boccioli simili non si sono mai visti! Unici al mondo per la loro bellezza! Rarissimi! Come la vostra magnificenza …” si presentò la dolce Reja.

La seconda guardandolo fisso negli occhi, gli offrì un’enorme foglia di palma colma di frutti “Cocco, papaya, mango, more, ciliegie … frutti dolcissimi … cibo nobile della passione … adatti al vostro superbo carattere!” esordì.

Ma Said indietreggiando dinanzi a quei doni, di volta in volta più stranito, incrociava fisso  gli occhi dello spirito.

La terza si imbellettò con toni fiammanti, rendendo il suo pelo luccicante, le zanne d’avorio e gli occhi puntellati di cristalli di luna.

La quarta portò con sé i piccoli avuti da una precedente cucciolata, bene educati e puliti.

Al sovvenire della quinta Said grattando nervosamente la pietra con le unghie, discese la roccia senza proferire parola e prendendo dritto verso la Macchia, avvertì come scusa un pesante mal di testa.

Stizzita la vecchia civetta si levò allora dal suo trespolo e inseguendo il suo protetto, gli urlò dietro le sue ragioni per portarlo a riflettere “Aspetta! Said fermati! Testone! Tu non puoi …”

Ma rincorrendolo sbraitando ad ali spiegate, di colpo il cuore dell’uccello mancò di un battito nello scorgere dall’alto, poco lontano da Said, ma accucciata in tutt’altra direzione,  la piccola Nabila, leoncina dal pelo fulvo e gli occhi dorati, da sempre amica insperabile del principe, intenta ad abbeverarsi placidamente alle sponde del Fiume Fresco, notando solo in quel momento la sua completa assenza alla Festa.

E fiondandosi verso di lei le apparve di colpo al fianco “Salve bella Nabila! Giovane leonessa! Perché sei qui? Invece di rispondere all’appello del tuo Re, e salire come le altre lungo la roccia di Acquascura?” le chiese subito la saggia Zaira con fare curioso, senza preamboli, squadrando  i  gesti semplici e le movenze prive di qualsiasi fronzolo che distinguevano la leoncina, ormai anch’essa in età da compagnia.

“Perché io conosco il re Said da quando è nato, spirito della Foresta! E lo amo sinceramente da sempre! Ma sono troppo semplice e povera, e non avrei avuto null’altro da offrirgli  questa sera se non il mio amore …”  chinò il capo avvinta, la poverina.

A quella confessione la civetta, sentendo il proprio petto rullare di gioia, le fece cenno di seguirla.

“L’amore è l’unico compenso dell’amore!” esordì lo spettro indicando alla giovane leonessa il loro Re, intento a vagare da solo lungo la Macchia, e consigliandole di seguirlo le carezzò dolcemente il capo “Tu non hai bisogno di doni!”

E seguendo la parole di lei, le stesse parole che avrebbe voluto sentirsi dire da una vita, col battito a mille, la leoncina corse incontro al suo amore senza farselo ripetere due volte, e sorridendogli timidamente abbassò gli occhi  tremante.

“Nabila!” balzò lui nel vederla, e tirandole dolcemente l’orecchio in modo giocoso, come faceva sempre quando si incontravano, ricambiò il suo sorriso con allegria “Perché non sei venuta anche tu alla roccia?!”

E senza aspettare una risposta da lei, Said comprendendo di colpo, senza parole il muto linguaggio del cuore che li legava dalla nascita, invitandola a seguirlo, la condusse con sé  ad ammirare insieme la Luna Nuova dal punto più alto della giungla.

E scoprendosi innamorati senza aver bisogno di scambiarsi null’altro che se stessi, i due restarono muti in quel pezzo di mondo soltanto loro, lasciando che fosse solo il loro amore a parlare quella notte, sotto lo sguardo vigile del saggio spettro che finalmente sereno, comprese di aver appreso dal Re, suo figlio, una delle lezioni più grandi della sua vita.

E il giorno seguente Said, il Re leone, prima ancora che il nuovo mattino avesse compiuto per intero il suo giro, segnando le dodici ore, rese partecipe l’intera Foresta dell’arrivo della loro regina, fra la gioia e  gli auguri di tutti.

 

Monica Fiorentino

 

Published in: on dicembre 9, 2009 at 7:52 am  Lascia un commento  
Tags: , , , ,

The URI to TrackBack this entry is: https://lilithf.wordpress.com/2009/12/09/said-il-leone-bianco/trackback/

RSS feed for comments on this post.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: