La storia della vecchia befana Mercedes

C’era una volta nel lontano Regno delle Feste una vecchia befana di nome Mercedes.

Dal naso  adunco, i   lunghi  capelli  d’argento raccolti sulla  nuca e i magnifici occhi viola luccicanti, perennemente abbigliata con una logora veste rossa e un paio di  stivali  scuri, lei  viveva felice e contenta nella sua casetta infondo al bosco insieme al suo   inseparabile gufo Marzo, confezionando tutto l’anno dolci e regali per adulti  e  bambini, dedicandosi   nel  poco  tempo libero alla cura del suo meraviglioso orto, dove crescevano rigogliosi  frutta  e verdura ogni genere, bracciante attenta e solerte.

Sempre  vigile e attenta alle richieste che   le venivano   rivolte   anno  dopo anno, non  c’era desiderio che lei non fosse riuscita ad esaudire nel corso di secoli di onorata carriera, e piena di amore verso gli altri non esisteva gioia maggiore per   lei che ricevere in cambio del suo lavoro, i sorrisi soddisfatti dei suoi clienti.

Un giorno però durante il  periodo natalizio, proprio mentre il  lavoro cominciava a farsi intenso e la posta sempre più cospicua, mentre la vecchia befana era intenta a smistare le numerose missive che riempivano il suo tavolo, leggendone una a caso, il suo cuore mancò di un battito e aguzzando di colpo la vista dietro gli occhiali di tartaruga, la lesse più volte a voce alta per capacitarsene lei stessa.

Una piccola principessa le chiedeva in dono una farfalla d’oro, perché possedendo già tutto non desiderava altro. E grattandosi la testa a quella richiesta, la povera maga fece spallucce “Beh, certo non è una cosa da poco!”

“Sicuramente no! E secondo me non dovresti accontentarla!” le buttò subito di rimando il gufo, che seduto dietro di lei sul suo steccato, aveva udito l’attenta lettura della lettera “E’ un desiderio inadeguato ad una bambina!”

Ma la vecchina levandosi dalla sedia, inforcando la sua scopa e infilando sopra la veste il suo mantello più bello, quello nero della festa, felice di accontentare tutti, scosse la testa alle sue parole, dandogli poco conto “Ma se è  quello che desidera? Non credo che le farà poi così male ricevere ciò che vuole per Natale! In fondo questa è la festa della magia e dell’amore o no?”

E salendo sulla sua ramazza  senza fermarsi ad ascoltarlo oltre, incalzando il mese di gennaio sul calendario, puntò verso la dimora di Desiderio, lo spirito bianco dei sogni, per chiedere a lui ragguagli in merito ad una richiesta tanto particolare.

E il gufo dal carattere saggio e paziente, stizzito nel vederla partire così di filato, levandosi dal trespolo la seguì in silenzio, senza ostentare troppo le sue ragioni. Conoscendola bene sapeva che il suo cuore era mosso da sentimenti sinceri, ma deciso a far valere le sue convinzioni, le andò dietro nella speranza di aggiustare  le cose.

 “Non posso accontentare la tua richiesta!” gli rispose tassativo il bellissimo Desiderio, accogliendo la dolce befana nel suo maniero, mentre vestito di blu, seduto dietro la sua scrivania aveva sospeso la sua contemplazione, nel vederla bussare fuori ai vetri della sua finestra.

“Non posso proprio accontentarti Mercedes! Quello che mi chiedi è un’offesa verso la natura! Non puoi dare in mano ad una bambina qualcosa del genere, quando nel creato tutto è già perfetto e non esistono di queste specie!” le spiegò chiaro e lineare, mentre il gufo Marzo assentiva fiero alle sue parole.

“Ma … se vuoi posso darti l’indirizzo di Fauna, visto che proprio lei si occupa di questa branca….potrebbe aiutarti lei!”

E Mercedes prendendo veloce il foglio sopra cui lui le aveva annotato il recapito del bellissimo spirito della natura, con una smorfia traversa, riprese il volo salutandolo fra i denti “Ave … vecchio bigotto!”

Giunta nel bosco dopo un volo relativamente breve, la befana scorgendo la bella Fauna, avvolta in una meravigliosa pelliccia cucita coi colori dell’arcobaleno, intenta a chiacchierare con la dolce Flora, facendole segno di avvicinarsi per parlarle in privato, la portò con sé presso le radici di una grande quercia per porgerle la sua richiesta.

“Non credo di poterti accontentare Mercedes! Quello che mi chiedi non è facile!” le rispose lo spirito spicciolo e diretto, mentre dietro di loro il gufo asseriva accondiscendente.

“Non credo che sia un bene per quella bambina!” continuò la bella Fauna “Anche se è Natale!”

E facendo cenno alla befana di guardare dentro lo specchio che lei aveva fatto apparire di colpo con uno schiocco delle dita, le sorrise benevola “Questo è lo Specchio del Tempo Passato, guarda bene al suo interno Mercedes e poi rifletti!”

E la befana scorgendo d’improvviso apparire la bambina seduta al suo tavolo intenta a scrivere la lettera che le avrebbe inviato, Mercedes restò di sasso nel vedere il viso della piccola tingersi di superbia, mentre sfregandosi le mani ridacchiava fra se e sé “Chiederò una farfalla! Ma non una farfalla come quelle che se ne vedono tante! Chiederò una farfalla d’oro! Così tutti mi invidieranno ed io sarò la  principessa più ammirata di tutti i   regni!”

E comprendendo il suo errore a quella scena, chinando il capo, la vecchia befana deglutì a vuoto “Non pensavo!”

E il buon gufo Marzo, volgendo uno sguardo d’intesa verso la bella Fauna, le strizzò un occhio.

Di ritorno a casa Mercedes sedendo vicino al suo bel camino, cominciando il proprio lavoro,  rivolgendo a tratti il viso verso il suo amico pennuto – poggiato sopra lo schienale della sedia –  non faceva altro che sorridergli, mentre con ago e filo cuciva alacremente la sua bella farfalla di pezza da inviare in Terra, sperando di riuscire in una buona opera.

Monica Fiorentino

Published in: on novembre 30, 2009 at 10:21 am  Lascia un commento  
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