Storie e Leggende
Gli Angeli dell’Avvento
Gli angeli dell’Avvento sono quattro, proprio come le quattro settimane che preparano al Natale. Vengono in visita sulla Terra, indossando abiti di un colore diverso, ciascuno dei quali rappresenta una particolare qualità.
L’angelo blu. Durante la prima settimana un grande angelo discende dal cielo per invitare gli uomini a prepararsi per il Natale. E’ vestito con un grande mantello blu, intessuto di silenzio e di pace. Il blu del suo mantello rappresenta appunto il silenzio e il raccoglimento.
Lunaspina farfalla coraggiosa
C’era una volta fra i rami di una bellissima Quercia, situata nel cuore del folto bosco di Regno Lontano, una bellissima farfalla dalle ali screziate di blu di nome Cenere di Rose.
Dagli stupendi occhi viola, eterea e filiforme, il visino puro e sincero immerso nel sonno – lasciata per sempre a obliare nel torpore dei dispersi – colpita al cuore per macabro diletto da una fionda nemica guidata da mano umana – un tempo creatura allegra e spensierata – giaceva la poverina, sola e inerte adagiata in una morbida tela di ragno a farle da sudario, circondata da un esercito di cavallette a guardia del suo riposo, immersa in un silenzio eterno.
Adam il gabbiano bianco
C’era una volta nell’alto dei meravigliosi cieli che sovrastano le spumose onde dei Mari, un bellissimo gabbiano bianco dagli occhi di una cangiante tonalità viola scuro, di nome Adam.
Uccello forte e coraggioso, prode e temerario, dall’animo nobile e idealista, altruista e vivace, era lui sin dalla nascita, col candore abbacinante delle sue piume e il moto leggiadro del suo volo a portare luce e gioia al Mare intero: creatura pacifica e solare, sempre pronto ad ascoltare chiunque ne avesse avuto bisogno con orecchio aperto e solerte.
Novembre
Novembre è l’undicesimo mese dell’anno secondo il calendario gregoriano ed il terzo ed ultimo mese dell’autunno nell’emisfero boreale, della primavera nell’emisfero australe, conta di 30 giorni e si colloca nella seconda metà di un anno civile. Dal latino novem, “nove”, perché era il nono mese del calendario romano, che iniziava con il mese di marzo.
La leoncina Nadir
C’era una volta in una stupenda Foresta Lontana una bellissima leoncina dal pelo bianco e gli occhi di una cangiante tonalità viola scuro, di nome Nadir.
Accucciata sopra l’altura della roccia più impervia della Foresta, la dolce creatura, trascorreva le sue notti puntando dinanzi a sé l’orizzonte, in perenne attesa.
Muta, con lo sguardo fisso nel vuoto – sola – nessuno aveva mai più udito da tempi immemori il suo splendido canto allietare il creato: ritirata nel silenzio del suo cuore, sopra la pietra ad aspettare.
1. poesia haiku
Amleto ramingo.
Sul tuo teschio di cera muto.
Il dubbio dell’essere.
Monica Fiorentino






