Dietro i vetri
poesia di primavera.
- Il glicine in fiore
Nei tuoi occhi.
Alice senza più meraviglie.
Il mio cuore.
I tuoi baci.
Sulle scale del porto.
- Ricordi passati
Turbina
il tuo silenzio.
– Pensiero
Cade il velo
del cuore: i tuoi occhi blu
già mi bastano
– Angelo di cera.
Petali di candide rose.
Il tuo pianto.
Una farfalla
sul bianco marmo.
E’ colore
HAIKU
L’haiku vede la sua diffusione in Giappone nel XVI secolo.
Forma poetica dalla struttura molto semplice: l’haiku è formato da diciassette sillabe, suddivise nella catena 5-7-5; il cui significato profondo richiede una lettura attenta e interiore adatta a scoprirne la “profondità misteriosa”.
“Simile ad un attimo di vita che diventa verso: questo è l’haiku”
In Occidente lo haiku trova la sua espressione anche nella metrica cosiddetta “all’occidentale” formata da sette, undici e ancora sette sillabe .
Capace di toccare le corde più nascoste del cuore umano, di incantare con i suoi tre versi senza alcun titolo, ma pieni di una vita inimmaginabile, è con la sua semplicità che l’haiku cattura, il suo essere estraneo a fronzoli e orpelli che coinvolge e fa sognare ad occhi aperti, portando il lettore con la potenza delle sue immagini nude di ogni artificio, ad una dimensione totalmente aulica, eterea, sospesa fra il sogno e la realtà, pregna di un’atmosfera ovattata.
Magia che per essere raccontata non ha bisogno d’altro che di tre semplici versi, perché la vera poesia si esprime con la capacità di osservare il mondo con l’innocenza degli occhi di un bambino, riuscendo a stupirsi della sua immensità, nella contemplazione delle piccole cose.
“Ogni cosa piccola è bella” scriveva Shonagon ed è di questa teoria che l’haiku si nutre.
Ho letto i tuoi versi nella raccolta della Città di Montegrotto Terme…mi hai veramente emozionata!
Grazie per quello che scrivi.
Una abbraccio e buone feste.
Grazie infinite …di tutto cuore … Auguri