Quell’attimo di vita che diventa eterno …
Turati il drago da un’ala sola
C’era una volta nel lontano regno vulcanico di Asara, terra di draghi possenti e coraggiosi da generazioni immemori, un drago molto triste e infelice.
Nato come tutti i suoi simili con un meraviglioso fisico agile e scattante, ricoperta di uno splendido manto squamato di una tenue tonalità verde così lucente da sembrare di smeraldo, un simpatico muso sputafuoco e due grosse ali forti e poderose, sin da piccolo era cresciuto addestrandosi a difendere il suo prossimo, pronto come tutti quelli della sua stirpe a donare a chiunque ne avesse bisogno il suo aiuto incondizionato, in cielo come in terra, in acqua come nel fuoco.
E proprio a causa di una delle più sanguinose guerre che si fosse mai combattuta nel regno incantato, lui aveva conosciuto ancora cucciolo uno dei dolori più atroci che potesse mai venire inferto ad un drago.
Shinnen – Capodanno
Shinnen (正月) in giapponese significa Capodanno. Nella tradizione orientale (prima dell’adozione del calendario solare nel 1873) in Giappone, il capodanno cadeva all’inizio di febbraio e nella sensibilità giapponese era associato all’inizio della primavera.
Secondo lo stesso calendario, per Haru (primavera) si intendevano i mesi di febbraio, marzo, aprile; per Natsu (estate) i mesi di maggio, giugno e luglio; per Aki (autunno) agosto, settembre e ottobre; per Fuyu (inverno) novembre, dicembre e gennaio.
In Giappone il Natale e il Capodanno si festeggiano, ma in modo diverso rispetto all’Italia.
La sirena blu e il fantasma dei mari Seconda Parte
L’indomani tutto si presentò perfetto fin dalle prime ore: il mare una tavola blu placido e luminoso, il sole dall’alto stupendo, ad irradiare col caleidoscopio della sua luce i fondali, gli anemoni tutti in boccio a colorare con le loro cangianti tinte l’aria intorno, e tutte le specie marine in parata ad attendere i due sposi con parole di lode e augurio sulle labbra, felici.
Tutto assoluto, tutto meraviglioso.
E Lilia nel vedere Gundar ancora più bello nell’abito scuro della festa, sentì il cuore batterle a mille in gola, arrossendo graziosamente come la più romantica delle spose, piena di meravigliosi progetti per il loro futuro.
La sirena blu e il fantasma dei mari Prima Parte
C’era una volta una dolce sirena di nome Lilia, dalla meravigliosa carnagione bianchissima e la lunga e flessuosa coda blu come il mare, amabile ed idealista principessa dello sconfinato regno di Stella Maris, rimasta molto presto orfana di entrambi i genitori, era toccato a lei benché giovanissima, prendere in mano le redini del proprio reame occupandosi con amore e dedizione del suo popolo.
Mansione che la giovane aveva preso a svolgere sin da subito diligentemente, cercando di garantire ai suoi sudditi giorno per giorno pace e serenità facendo fronte ad ogni tipo di sopravvenienza, con coraggio e lealtà infiniti.
E dividendosi fra i mille doveri che il mare le forniva quotidianamente, destreggiandosi fra una spedizione nuova da organizzare, un editto appena stipulato da firmare, le varie udienze in programma e i mille problemi dell’esercito da riordinare, era giunta velocemente in età da marito senza nemmeno accorgersene.
Santa Rachele. La storia
RACHELE Il nome deriva dall’ebraico Rachel e significa “pecorella”.
Fu la seconda moglie di Giacobbe i cui figli iniziarono l’allevamento degli ovini, mentre i figli della prima moglie Lia avrebbero dato origine agli allevatori di bovini.
In russo è Raissa e in inglese Rachel.
L’onomastico viene tradizionalmente festeggiato in ricordo della beata Rachele, seconda figlia di Labano e come già ricordato seconda moglie di Giacobbe, morta a Rama nei pressi di Ephrata.
Loris il drago dei mari
C’era una volta lungo le sponde del bellissimo Regno di Verdemaris, uno stupendo drago dagli occhi viola di nome Loris.
Guardiano delle coste, altero e fiero, dal carattere forte e coraggioso, altruista di natura, creatura nobile e idealista, superbo nella sua imponente corporatura squamata di una cangiante tonalità acquamarina e un bel paio di corna appuntite sulla fronte lucenti e aguzze. Munito di due splendide ali tornite e leggere adatte al volo a pelo d’acqua, l’animale viveva felicemente proteggendo le proprie rive dagli attacchi nemici con astuzia e cuore impavido.
Sempre pronto a guardia dei suoi lidi a riportare la pace in caso di aggressione da parte di qualche flotta di loschi balordi, o a sedare in caso di necessità le mira meschine di truppe di pirati senza scrupoli capaci di qualsiasi genere di malvagità pur di estendere a loro piacimento i propri domini.

