
Il Cantastorie di Terre Lontane …
L’unico a detenere nelle vene l’antico inchiostro del “C’era ancora una volta” …

Il Cantastorie di Terre Lontane …
L’unico a detenere nelle vene l’antico inchiostro del “C’era ancora una volta” …
La vigilia di Natale dell’anno 2002 nacque un cucciolo, un cagnolino, come ne nascono tanti.
Ma venuto al mondo con due zampe anziché quattro, Lui ovviamente non poteva camminare quando è nato, cosicché neanche sua madre lo voleva.
Il suo primo proprietario voleva farlo sopprimere.
Ma poi, il suo proprietario, Jude Stringfellow,lo ha incontrato e ha voluto prendersi cura di lui.
Divenne determinato ad insegnare a quel cagnolino a camminare lo stesso, anche con due zampe .. Lo tenne con sé e lo chiamò ‘Faith’.
C’era una volta un’isola dove vivevano tutti i sentimenti e i valori degli uomini: il Buon Umore, la Tristezza, il Sapere… e tutti gli altri, incluso l’Amore.
Un giorno venne annunciato ai sentimenti che l’isola stava per sprofondare, allora essi prepararono le loro navi e partirono; solo l’Amore volle aspettare fino all’ultimo momento…
Quando l’isola fu sul punto di sprofondare, l’Amore decise di chiedere aiuto.
Ciascuno di noi si identifica solitamente con la parte educata e razionale di sè e rifiuta di riconoscere come propria la parte passionale, della cui attivazione è responsabile l’altro.
É sempre qualcuno o qualcosa che ci ha fatto arrabbiare…
In realtà, la rabbia è una passione che fa parte di noi e che dovrebbe indurci a guardarci dentro con più attenzione.
Se qualcuno ci fa arrabbiare, infatti, questo significa che in noi c’è qualche cosa di irrisolto, c’è una disarmonia.
C’era una volta nascosto fra le fronde del bellissimo Albero delle Meraviglie posto nel cuore di Regno Lontano, un curioso folletto dagli occhi viola di nome Tao.
Custode dell’arcobaleno era lui, dopo ogni temporale a tesserne in cielo i cangianti colori, e col suo splendore ad illuminare il mondo intero.
Artista romantico, vestito di rugiada e di terra, animo sensibile ed eclettico capace col suo tocco di riportare la luce.
Aracne, figlia del tintore Idmone, era una fanciulla che viveva nella città di Ipepe, nella Lidia. Era molto conosciuta per la sua abilità di tessitrice perchè le sue creazioni erano di estrema bellezza e perchè aveva una grazia ed una delicatezza uniche nell’eseguire le sue tele.
Aracne era molto orgogliosa della sua bravura tanto che un giorno ebbe l’imprudenza di affermare che neanche l’abile Atena, anche lei famosa per la sua abilità di tessitrice, sarebbe stata in grado di competere con lei e, presa dalla superbia, ebbe l’audacia di sfidare la stessa dea in una pubblica gara.
C’era una volta un bellissimo squalo bianco dalle lunghe pinne agili e scattanti, gli stupendi occhi viola e le branchie laterali di un candore così iridescente da sembrare fatte di luce, di nome Titano.
Principe dei mari di Arcadia, regno ricco e pacifico nelle cui acque tutte le specie marine vivevano in armonia fra loro, era lui a custodirne le bellezze naturali e a preservarne le creature da ogni genere di calamità con coraggio e dedizione.
Unico figlio della defunta regina Teti, sovrana fra le più valorose, che aveva scritto la storia del reame salvandolo dai perfidi piani di conquista della balena megattera Nera, confinandola per sempre nelle zone del non ritorno.
Nel 1979 la RAI acquista i diritti e trasmette forse l’unico vero kodomo proiettato in quegli anni : L’ape Maya.
Diretto nel 1975 da Hiroshi Saito (famoso sceneggiatore degli anni 70, ricordiamo le sue storyboard di Heidi, Flo e molti altri) e prodotto con una collaborazione nippo-tedesca (come si usava nel triennio 74-76) degli studi Nippon Animation e Apollo films. Questa collaborazione è intrinseca anche nella stesura della storia stessa.
La trama centrale di Nisan Takahashi è basata su una raccolta di novelle dell’autore tedesco Waldemar : delle vere e proprie Fiabe.